Gli obliterati: Ombre in stazione

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Ombre scure si allungano in stazione, riflessi di umanità sull’asfalto. Ombre di uomini e donne, senza età, ombre indefinite. In arrivo o in partenza, in salita, in attesa, in discesa. Immobili, dinamiche, pigre, zelanti, statiche, in moto, con la bici. Ombre sole, in coppia, in gruppo, disadorne, con bagaglio, tozze, sottili, immobili, in cammino, appoggiate, curve, rette, oblique.
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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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6 risposte a Gli obliterati: Ombre in stazione

  1. vagoneidiota ha detto:

    Le tue ombre, sono anche un po’ le nostre. Nella poesia del tratto lungo che si perde, si disperde, si accosta, si ferma, si accorcia.
    No. La tua, non è solo una immagine. È luce che fa e disfa al tempo stesso.
    Da v a v
    Sheila Ford, Louie Vega, DJ Spen – Why Can’t You See (Louie Vega & Dj Spen Mix Long Version)

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  2. Miss Fletcher ha detto:

    Magnifiche le tue ombre, le ricordo!
    Ma davvero, da quanto tempo ci leggiamo io e te?
    Un giorno dovremmo incontrarci, Katia!
    Bacio grande a te!

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