In calcolo di resto

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La tabaccheria della stazione è a gestione orientale, ma due sono le commesse italiane. La veterana raggiunge appena i venticinque e per alcuni giorni ha formato la sua più giovane collega nell’arte di distribuire sigarette, gratta e vinci, biglietti dell’autobus. Non senza una certa supponenza. Ormai da un anno l’apprendista è indipendente, ma dev’esserle sfuggita qualche spiegazione. Non c’è occasione in cui non calcoli il resto con un’imponente calcolatrice con tasti di un centimetro di lato. Poco importa che tu le dia 5 euro per pagarne 4,80 o se scambi 50 auro spendendone 10, lei comunque digita la sottrazione sul suo calcolatore. Se poi qualche diabolico cliente acquista più di un prodotto, l’operazione si moltiplica per due: prima somma, poi sottrae. Ora, le riconosco una certa velocità di battuta, probabilmente agevolata dall’uso frequente della messaggistica social, e questo smaltisce in fretta le code da discesa in massa dallo stesso treno, ma ogni volta mi mordo la lingua per non farle notare che potrebbe farne a meno. Anch’io litigo spesso con la matematica e il conteggio veloce non è il mio forte, ma all’epoca, quando lavoravo in analogo ruolo e ancora era in vigore la lira, m’insegnarono che basta contate dalla cifra dovuta fino a quella data, banconote alla mano. Per me, allora, giovane timorosa del matematico calcolo, fu un’epifania. Mica niente di male a usare la calcolatrice, solo che mi chiedo: se la porta in borsa quando devono dare a lei il resto?

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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19 risposte a In calcolo di resto

  1. stravagaria ha detto:

    Non ci sono più gli insegnanti di una volta, le calcolatrici han spento il buon senso. O forse conosce i suoi limiti… 😉

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  2. Miss Fletcher ha detto:

    Uh, è capitata anche a me una situazione analoga.
    Mah, forse hanno talmente paura di ssbagliare che preferiscono verificare ed essere sicure di quel che fanno, chissà…

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Hahaha, ho scritto sbagliare con due esse, fantastico 🙂 ! Baci cara!

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  4. sabato83 ha detto:

    Beh, evidentemente sa di una essere una volpe in matematica, e quindi per stare tranquilla preferisce la calcolatrice. L’importante è che non faccia fare una fila enorme 😀

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  5. pendolo0 ha detto:

    e se sbaglia a digitare? fossi in lei farei anche la riprova per sicurezza 🙂

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  6. Affy ha detto:

    Che i calcoli debbano tornare ci sta … un pò di elasticità mentale però non guasterebbe almeno sulle somme elementari! A noi tocca sempre pazientare, uffa che barba! 🙂
    Un abbraccio
    Affy

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  7. certo che ci sono in giro certi traumi da calcolo che a volte fa quasi impressione… hai ragione, fa una gran tenerezza.

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  8. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 15.07.15 | alcuni aneddoti dal mio futuro

  9. DeathEndorphin ha detto:

    Io per evitare di sbagliare farei il calcolo almeno tre volte 😛

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  10. tiptoetoyourroom ha detto:

    Considerando quello che sento in sala insegnanti dalle colleghe di matematica, mi sa che la tipa fa bene a non fidarsi di se stessa!

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