Interviste pendolanti: FIFM – Fatevi I Fatti Miei

home1La prima intervista di durata bimensile e intercontinentale. Un’epopea tra Milano e New York, ma proprio per questo speciale. FIFM, ovvero Fatevi I Fatti Miei, mi ha fatto sudare per farmi i suoi, ma ne è valsa la pena. Lui trascrive le conversazioni telefoniche che carpisce sulla metropolitana milanese. Ne escono surreali monologhi a intermittenza e ci è dato solo immaginare le risposte dall’altro capo… del filo.

Da dove viene il tuo nickname e come nasce il tuo blog? 

Tanto per iniziare nick e blog non hanno nessun collegamento. Avevo creato il mio account su WordPress nell’estremo tentativo di salvare un blog che giaceva da più di 10 anni su splinder quando splinder è stato chiuso.
Ovviamente il blog è andato perso.
Il Nick (che non so nemmeno scrivere…) è più o meno il nome di una specie di folletto che, dalle parti in cui sono nato, si doveva fosse a protezione del giardino di una casa nobiliare del cinquecento. In pratica un disturbatore di quelli che si potevano intromettere in quel luogo. In effetti, ex post, c’entra qualcosa col blog visto che anche FIFM parla di disturbatori…
Avevo iniziato a trascrivere le telefonate moleste che sentivo sui mezzi pubblici e a riportarle sulla mia pagina fb. Dopo qualche mese ho pensato di farne un blog. Adesso che ci penso ci sono ancora un sacco di FIFM che meriterebbero di essere riportati da fb al blog.
Perché le chiacchiere inutili hanno questo di buono: non invecchiano perché sono sempre uguali! Magari prima o poi WordPress fa la stessa fine di splinder e l’oblio inghiottirà FIFM come ha già fatto col vecchio blog…

Perché e come prendi il treno?

Mi muovo con i mezzi pubblici essenzialmente per un motivo: ho fatto a meno dell’automobile. Il mio, poi, è un pendolarismo urbano: quindi uso sostanzialmente la metropolitana.
Passo in metrò i miei bei 35 minuti all’andata e 35 al ritorno per cinque giorni la settimana quando lavoro; poi aggiungi il tempo che passo sui mezzi per spostamenti personali….
Sono stato e resto anche un grande utilizzatore di treni, che resta il mio mezzo elettivo per muovermi per andare a trovare la mia famiglia o per andare in vacanza se resto entro distanze raggiungibili in 5/6 ore.

Come passi il tempo sul treno?

Devo dire che in questi 7 anni di metropolitana è cambiato il modo di passare il tempo.
All’inizio, tramortito, mi addormentavo anche in piedi, probabilmente per mancanza di ossigeno nelle carrozze davvero strapiene. Subivo il viaggio COMPLETAMENTE!
Poi dal 2011 le frequenze sono discretamente aumentate (Grazie Giuliano!!)
e il viaggio è diventato più confortevole. Da seduti, per esempio si legge meglio, no?
Infine da quando anche in metrò si può telefonare e navigare è iniziata una nuova modalità di passare il mio tempo in viaggio. Ammetto che ora navigo più che leggere, ma questa nuova fase posso definirla anche quella in cui, anziché il viaggio, subisco i viaggiatori.

Qual è Il miglior libro da treno?

Mi è davvero difficile decidere quale può essere il miglior libro da treno.
Non credo di riuscire a darti un titolo.
Personalmente mi piace provare a trovare una lettura che si possa concludere (o quasi) nel tempo di andata-ritorno.
Questo ovviamente per i tragitti in treno un po’ lunghi.
Per la mia pendolarità in metro invece ho riscoperto la dimensione del racconto. Ho letto molto la Munro, ho riletto Carver, giusto per dare due esempi di giganti.
La capacità di chiudere una storia nel tempo del mio tragitto mi sta dando grosse soddisfazioni anche perché gli esempi che ti ho dato  (e anche altri ovviamente) sono davvero capaci di vincere su qualunque distrazione ci sia intorno.
Credo di aver iniziato questa abitudine di legare una lettura a un viaggio ormai più di 20 anni fa,  con una “cronaca familiare” iniziato a Firenze e terminato nelle marche. Erano tempi senza freccia rossa e anche senza i soldi per un più modesto intercity, per dirla tutta!
Per le letture più ampie preferisco dedicare tempi più ampi.

Cosa attrae maggiormente la tua attenzione negli altri pendolari/viaggiatori?

Potenzialmente NIENTE.
Non amo le conversazioni da treno (non le rifiuto nemmeno, ne ho fatte di piacevolissime, ma non le cerco); il mio pendolarismo è da metropolitana quindi nemmeno confortevole per la socialità.
Insomma, potrei passare per un asociale (ma questo potrei smentirlo con l’incontestabile fatto che ho sempre fatto lavori con parecchie persone intorno…)
FIFM comunque è nato grazie (diciamo “a causa”…) ai miei vicini di viaggio.
Del resto anche loro si disinteressano parecchio di chi gli sta intorno, preferendo alle persone che condividono il viaggio, altre che sono chissà dove: quelle a cui telefonano.
Quindi la cosa che mi “interessa” di miei compagni di viaggio è la loro più totale, assoluta, invincibile, intoccabile, prepotente mancanza di riservatezza. Che, con FIFM, provo solo ad esaltare, restando però perfettamente in linea con il loro atteggiamento.
Sfido chiunque a smentirmi!

Come influisce il pendolarismo/viaggio in treno sulla tua vita?

Beh intanto ha influito perché non ho più l’auto.
Quando ancora non vivevo a Milano pensare di stare senza auto mi era impossibile. Qui ho deciso di provare a farne subito a meno e, devo dire sinceramente, non mi manca.
Mi lamento ogni tanto delle quasi due ore al giorno che perdo per l’anda&rianda quotidiano ma poi razionalmente realizzo che in auto ci metterei poco di meno, spenderei molto di più e soprattutto mi incazzerei molto di più.
E in auto non si può nemmeno leggere.
E nemmeno trascrivere le telefonate degli altri…

Se non scrivessi di pendolarismo, scriveresti ugualmente? 

Sullo scrivere onestamente non so.
Come forse ti avevo scritto in una puntata precedente dell’intervista, un blog “mio” esisteva già, a inizio secolo.
Col senno di poi quello era un blog che nasceva dal bisogno di scrivere qualcosa e di non scriverlo solo per me.
Ma quando è morto non mi sono stracciato le vesti per averlo perso.
Del resto non credo proprio di avere nessun talento nella scrittura.
In questo blog non c’è nessuna idea di scrittura.
In fondo le chiacchiere al cellulare hanno sostituito quello che era un atto di scrittura piuttosto quotidiano e realizzato da tutti: le lettere.
Hai ricevuto una lettera che si possa definire tale negli ultimi cinque, forse dieci anni?
Io no.
Quindi al massimo con FIFM posso fare da celebrante per il funerale di quel momento universale di scrittura che erano le lettere.
Cosa vuoi che scriva?
Poi se ci ripenso e vinco il Man Booker Prize ti avviso eh…

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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9 risposte a Interviste pendolanti: FIFM – Fatevi I Fatti Miei

  1. tiZ ha detto:

    e in auto non si può leggere e nemmeno farsi i fatti degli altri…che noi non vorremmo ma loro insistono proprio !!! 🙂

    Liked by 1 persona

  2. Simona Lunardi ha detto:

    Per me il treno è il miglior modo per viaggiare in quanto si possono fare tante cose mentre il tempo passa. Leggere, finalmente perchè in casa non si ha quasi mai tempo, c’è sempre qualcuno o qualcosa che ti rompe e poi fanatica dello sferruzzare come me, si possono creare una miriade di cose. Non sai quanto ho lavorato ai ferri quando lavoravo in un hotel benessere alto adige, a marlengo per l’esattezza. Ho fornito l’intera famiglia con maglie, scialli e berretti per anni. Il treno è fenomenale!

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