Favole di un Paese lontano

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Soffre il caldo la bici. Il piazzale della stazione aumenta di gradi la calura già intensa e la camera d’aria non ha retto. La trova sgonfia, svuotata, spompata dai gradi eccessivi. Il deposito di biciclette è lì a fianco e non ancora chiuso per ferie. C’è solo il lavorante. Si mette d’impegno sul mio mezzo e intanto mi parla. “Mio padre è del Congo, mia madre della Guadeloupe… ma non ci torno più a casa. Il Congo mi ha tradito!” Poi, con accondiscendenza, come parlasse con un bambino, mi spiega che il Paese è diviso in due e lui viene dal Congo belga, da Kinshasa. Sorpreso che io la conosca, mi chiede quando ci sono stata. Mai vista, ma è la capitale del Congo e insomma, ignoranti del tutto sull’Africa non siamo, ma quasi. Sospettoso mi spiega che il suo paese è ricco. Da lì viene l’80% del Coltan, “si usa per il tuo cellulare”. Poi inizia a raccontarmi una favola di antichi re e di suo padre che lavorava per loro. “La politica ha rovinato il Congo e siamo dovuti fuggire”. Poi i suoi amici, non i figli dei politici, gente di strada “che vuole te come persona, non per chiederti favori.” Tutti morti i suoi amici. Malattie, fame, violenza… intanto ha finito il suo lavoro, mi restituisce la bici e incassa i soldi. Si tiene un euro in mano e mi dice che ci sfami una famiglia in Congo. “Mi ha tradito il mio paese, non ci torno… Scusa, non volevo rattristarti.” Monto sulla bici e vado al lavoro sgonfia, svuotata, spompata. Sarà il caldo.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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8 risposte a Favole di un Paese lontano

  1. Miss Fletcher ha detto:

    Quanti incontri nel tuo quotidiano, quante storie.
    E no, cara, non è il caldo.
    Un abbraccio Katia!

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Unisco il tuo episodio alle altre mie esperienze di vita e letture di giornali e ne esce un bell’affresco, titolo: poveri dannati esseri umani 🙂

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  3. stravagaria ha detto:

    E non è il caldo, no! Però forse parlare con te ha aggiustato qualche cosa il lui, per un momento.

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  4. Vitadapendolare ha detto:

    Che belli questi incontri! La storia che ti ha raccontato è molto triste, ma quando qualcuno che non conosci si apre così a te, ti lascia un senso di pace, positività.. Mi rendo conto che è un controsenso.. Comunque, io fossi in te passerei a salutarlo di tanto in tanto!

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