Tracce calde

imageDistrattamente aspetti che defluiscano i passeggeri del treno in discesa per prendere il loro posto nel vagone. Nessun’attenzione ai visi di chi ha finito il viaggio dove tu lo inizi. Solo un tempo d’attesa necessario. Poi, salita in treno, l’impatto con un sedile ancora caldo, con l’impronta sagomata di natiche estranee e ti accorgi di occupare lo spazio lasciato da un altro corpo, in una promiscuità che scuote l’indifferenza. E se di primo acchito ti soffermi sul lato igienico della questione, inevitabile poi ti chiedi chi ha abitato il tuo sedile. In fin dei conti, virtualmente, avete i corpi sovrapposti e certe intimità necessitano di presentazione, sebbene non formali. Così guardi fuori dal finestrino cercando in banchina i superstiti dell’orda in discesa, ma la velocità di deflusso ha desertificato il panorama. Allora cerchi indizi nei pressi del sedile e nella memoria e assembli immagini sfuggenti di abiti, borse, visi, ma l’esercizio è inutile che il 221B di Baker Street non è proprio casa tua. E allora ti rassegni a coabitare con uno sconosciuto e il tempo del viaggio cancella la questione dalla memoria.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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29 risposte a Tracce calde

  1. rodixidor ha detto:

    sta diventando maniacale 🙂

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  2. stravagaria ha detto:

    I mezzi pubblici sono sempre un po’ promiscui… pensa che mia figlia stenta ad aggrapparsi in metropolitana (!) se leggesse questo post riuscirebbe a sviluppare altre paranoie 😀

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Eh, insomma… magari aspettare un po’ prima di sedersi? Comunque ribadisco, in treno solo con i pantaloni!

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  4. Alessandro ha detto:

    Non mi è mai piaciuta la sensazione di occupare il posto che, fino a poco prima, era stato di un altro. Soprattutto in treno ma anche in aereo. Forse anche nella vita.

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  5. mazzamerije ha detto:

    rido sempre molto quando tipi/e vestiti/e di tutto punto (di solito i più accaniti a rubare il posto a qualcuno che sale alla stessa fermata) ghignano soddisfatti nell’essere i primi a sedersi senza pensare che se QUEL posto è vuoto anche se è ora di punta, magari è perché prima di loro lì sopra era seduto qualcuno da cui tutti si tenevano a debita distanza…
    si guardano in giro con quell’aria da “io ce l’ho fatta e tu no” che nemmeno a Wall Street nell’88. E invece…….

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  6. Elena ha detto:

    Io avevo compagne di viaggio che mettevano asciugamani sotto il sedere..per evitare ogni contatto! Effettivamente!

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  7. Pendolante ha detto:

    Non so come, ma ho inavvertitamente cancellato il tuo commento Vanni. Se ci sei Holmes ribatti un colpo

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  8. quarchedundepegi ha detto:

    Potrebbe essere utile un termometro elettronico… di quelli che danno la temperatura istantanea… per capire meglio dove sedertsi.
    Buona notte.
    Quarc

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