Vite in viaggio: Il ragazzo a punti

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Aveva preso l’abitudine di ragionare per punti, facendo un elenco ordinato dal quale traeva conclusioni, come in calcoli matematici che seguivano però una logica del tutto personale, affatto scientifica, semmai discutibile, ma lo rassicurava.
Apparentemente assopito incolonnava così considerazioni importanti in un momento qualsiasi di un viaggio qualunque.
Punto uno: era cresciuto in una famiglia giusta, che equamente distribuiva tra lui e i fratelli bene e beni. Scarsi entrambi. D’altronde in una famiglia si deve pur nascere. È il peccato originale.
Punto due: aveva amici sinceri, fedeli alla birra, alle serate in bar, al motorino prima e all’auto dopo. Poteva sempre contare sul niente che offrivano, ma in fondo era quello che offrirva il quartiere e lui non dava di più.
Punto tre: aveva una ragazza. D’abitudine. Trovata per gioco, tenuta per appoggiarsi sulla sua spalla, ma meglio tra le sue gambe.
Punto quattro: aveva un lavoro. Solido come i muri che costruiva mischiando sabbia al cemento per far risparmiare un titolare che lo ringraziava con la cassa integrazione.
Tirando le somme, aveva una vita come tante. Decente forse. Vagamente sentiva di dover cambiare qualcosa, ma non sapeva decidere da dove iniziare. Non riusciva a focalizzare il punto.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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22 risposte a Vite in viaggio: Il ragazzo a punti

  1. Renato Gentile ha detto:

    Post lodevole per la profondità espressa con un’immagine apparentemente semplice. Scontata. Trovare un punto di arrivo partendo da qualcosa; almeno (lui) ci prova.

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  2. pendolo0 ha detto:

    A volte un punto bisognerebbe metterlo per poi andare a capo e ricominciare, ma come si fa? 🙂 che belli questi ritratti narrati! 🙂

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  3. principessa70 ha detto:

    Forse se non riesce a focalizzarlo il punto , non è ancora arrivato il punto di cambiare…

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  4. tiZ ha detto:

    a sapere … come si fa..

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  5. stravagaria ha detto:

    Bentornato alle tue vite immaginate! Questo ritratto merita la lode 🙂

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  6. poi, un giorno, decise: «Farò il fachiro».

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  7. Miss Fletcher ha detto:

    Bellissimo, mia cara, realistico e ben scritto! Bacioni!

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  8. Tratto d'unione ha detto:

    Che bello. Sembra l’incipit di un romanzo…

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  9. tiptoetoyourroom ha detto:

    Mamma mia: quante considerazioni sai far emergere da così poche parole.
    “…in una famiglia si deve pur nascere. È il peccato originale”: non so davvero come si potrebbe dirlo meglio.
    Buon pome, ciao 🙂

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  10. Pingback: alcuni aneddoti dal futuro degli altri | 13.09.15 | alcuni aneddoti dal mio futuro

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