Rintocchi di crescita ferroviaria

  

Mostrine rosse d’un grado militare a me ignoto, che non li ho mai capiti nè imparati. Pantaloni scuri e camicia bianca di divisa, il logo d’un aviation college sulla manica. Il ragazzino, pendolare nell’ora del mio rientro, mi ha sempre incuriosita, ch’è insolita una scuola militare come scelta. E forse non è lui che l’ha voluta, magari ha una famiglia prepotente, oppure è il suo sogno della vita. Pischello, l’ho sempre visto con gli amici, di età dei primi anni delle superiori. Le stesse cose di tutti i ragazzini: battute, scherzi, corse e spintonate. Solo quella divisa che contrasta con l’età , la cravatta allentata e poi nascosta nella borsa…
Nemmeno m’ero accorta della pausa estiva, del suo scomparire dal binario, ma settembre ha aperto le scuole ed è tornato. Diverso, lo stesso, ma cambiato. Mi supera di un palmo sulla testa, ha il viso di ragazzo, maturato. Composto più di prima, quasi compassato. Solo. L’osservo sbalordita dalla mutazione, come si guarda un parente, cugino alla lontana, che ogni Natale cresce all’improvviso, cambiando dimensioni ed espressione del viso. Batte il tempo quella trasformazione, come rintocchi di campana segnano le ore. 

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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23 risposte a Rintocchi di crescita ferroviaria

  1. vagoneidiota ha detto:

    Altra tela. Altro soggetto pescato nel tempo, dal tempo.
    Bello come sempre.
    Yass, Inaya Day – Bring It Up (Classic Mix)

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  2. Principessa70 ha detto:

    ” Batte il tempo quella trasformazione, come rintocchi di campana segnano le ore.” solo questa è poesia…

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  3. Principessa70 ha detto:

    e ricordiamoci che dietro ogni divisa, c’è sempre una persona.

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  4. stravagaria ha detto:

    I tuoi occhi hanno lenti privilegiate e l’ultima frase, beh…se ci fosse un concorso per i “finali” la manderei 🙂

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  5. Elena ha detto:

    Qualche volta mi mancano questi sguardi attraverso il tempo e le persone. Per ora guardo solo dal finestrino dell’auto…

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  6. tiZ ha detto:

    crescono, si trasformano e paiono quasi di famiglia queste persone ricorrenti.

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  7. Tratto d'unione ha detto:

    Io conosco un ragazzo che fa la scuola militare. I suoi genitori sono giovani e tatuati e lui ha amici caciaroni e pure una sorella più piccola…

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  8. Guido Sperandio ha detto:

    Sigh, “come rintocchi di campana segnano le ore”… non ci sono più i bei cadetti di una volta, i tenentini di Liala rubacuori. A consolare dei fulgenti tempi andati restano però le avventure – sempre quelle – delle ferrovie nostrane. Vero?

    PS: vedi la vita com’è buffa, le rime escono a chi non le cerca, mentre si negano a chi d’allor disperatamente aspira alla corona (sghignazzo d’obbligo)

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  9. tiptoetoyourroom ha detto:

    A me piace molto l’accostamento con il cuginetto che si incontra solo a Natale, è calzante.
    Ciao 🙂

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