Il treno nei libri: Il libro dei treni

 

Giuseppe Latronico, illustrazioni Filiberto Mateldi. Il libro dei treni. Notizie è impressioni. UTET, 1935. Collana La scala d’oro. Serie IV per i ragazzi di anni 9.

Una visione romantica e un po’ ingenua del treno, animale poderoso addomesticato dall’uomo… propagandistica direi essendo il libro del 1935 datato col XIII anno del calendario fascista. I passeggeri invece non sono poi diversi da quelli di oggi: spingono, si urtano, corrono per accaparrarsi i posti a sedere…

  

Deve arrivare un altro treno. Al termine del binario, presso il cencelletto, si affollano gli amici, i conoscenti, i parenti di quelli che arrivano. Eccolo laggiù, il treno, che sicuramente avanza. Sembrava così lontano… E invece, in un attimo, è qui. La mastodontica macchina si ferma e si posa. E’ come un superbo animale che, addomesticato dall’uomo, compia il suo dovere quasi senza avvedersene. Così tranquilla, impassibile e immobile, poderosamente massiccia nelle sue forme eleganti, par che neppure si curi di voltarsi a quardare il suo lungo corpo, che prestamente si vuota. 
Quanti, quanti erano i passeggeri! E, anche costoro, si affrettano come temessero di perdere il tranvai!
– Facchino! Facchino!…
Qui, al cancelletto, aspettati e aspettanti vengono a contatto, si vedono, si riconoscono, urtano contro quelli che non hanno motivo di fermarsi e vorrebbero proseguire senza intralci… Saluti, abbrcci e baci.
Ma qui, nella selva delle banchine e dei binari, con tanti treni schierati, come faremo a trovare il nostro treno? La grande tabella luminosa che abbiamo consultata nella sala dei biglietti ci ha messi sulla via giusta e ci ha indicato il numero del nostro binario. I tabelloni dei marciapiedi rialzati e le targhe appese alle vetture ci ripetono le indicazioni. 
Eccolo, vedete? Eccolo qui il nostro treno! Per metà è già occupato. C’è gente che, per accaparrarsi un posto comodo, si scomoda a partir di casa almeno mezza giornata prima. Su, su le valige! Una alla volta. Ora finalmente ci siamo. 
In capo al treno è la locomotiva forte e possente, saldamente poggiata sulle altissime ruote, col corpo lungo, cilindrico, lucente e snello; il petto avanti, il collo tozzo e corto inidtero; i fanali ancora spénti.
[p. 9]

 

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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10 risposte a Il treno nei libri: Il libro dei treni

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Nostalgia! Ero veramente giovane.
    Posso solo dirti che ebbi tutta la “Scala D’oro”… e forse lessi anche questo.
    Buon viaggio.
    Quarc

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  2. stravagaria ha detto:

    Un cimelio! ☺️

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    Mi sa che i treni attuali funzionino peggio di quelli dell’epoca (1935!) del libro. E che le stazioni, pure, siano non solo meno pulite e confortevoli, ma anche più pericolose (da quella certa ora in poi)

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  4. Miss Fletcher ha detto:

    Una vera chicca questa! Prevedo per te un futuro da collezionista di libri d’epoca sul tema treno. chi meglio di te Katia ❤ ? Bacioni!

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