Hotel Stazione

  Ha una singola al piano sottopassaggio dell’hotel Stazione. Una stanza a buon mercato, piuttosto rumorosa e trafficata, soprattutto di primo mattino, ma spaziosa e con un’ottima vista sul viavai pendolare. Ha poi un valore aggiunto per lui: il rumore dei treni che viaggiano sopra la sua testa, di notte lo cullano e gli tengono compagnia… Tutum tutum, tutum tutum, tutum tutum…
La camera offre riparo dalle intemperie, ma è alquanto spartana, priva di ogni comodità essenziale, compreso il letto che si porta ogni notte da non si sa dove. Una brandina pieghevole che lo tiene sollevato dal suolo per difendersi dall’umidità padana che penetra nelle ossa, ogni notte più profondamente. Strati di coperte pesanti, ma dorme vestito che il pudore è una virtù sottovalutata e il pigiama in pubblico non gli va proprio di metterlo. Le scarpe poi potrebbero sparire che di malintenzionati è pieno il mondo, e allora è meglio tenerle ai piedi.
Viaggia leggero: una piccola valigia e quello che ha addosso, che di più sarebbe d’ingombro ai suoi spostamenti. Tutto lì, a portata di mano.
Lo scalpiccio dei passi pendolari scandisce il suo risveglio ben prima dell’alba, accompagnandolo fuori dalla notte, verso un lungo giorno forse ozioso. Allora si stira con metodo, si stropiccia gli occhi e prima di recarsi ai bagni al piano superiore, sul primo binario, si concede una pigra colazione a letto. Apre un cartone da mezzo litro di latte e lo beve piano. Poi, con gesto d’abitudine, estrae il contenitore di plastica delle elemosine e lo appoggia a terra dal lato del passaggio, per testare la generosità dei pendolari. Solo allora, in delega al regolamento dell’hotel, si concede un sigaro da gustare piano sotto le coperte. Il coperchio del suo contenitore gli fa da posacenere che un’antica educazione gli impedisce di inzozzare i locali in cui pernotta. L’albergo non offre servizi in camera e all’ora sua si alza e ripiega il letto con le coperte dentro. Lo lega stretto con corde di fortuna, raccoglie il suo bagaglio e se ne va, senza lasciare traccia del suo passaggio, così che nessuno, dopo, sappia mai che lì c’è stato. Discrezione offre la Stazione. L’hotel degli invisibili. 

Annunci

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
Questa voce è stata pubblicata in Storie di banchina e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

23 risposte a Hotel Stazione

  1. stravagaria ha detto:

    Mamma mia…ne hai fatto un racconto dolce ma quanto è triste vederli dormire al freddo, raggomitolati in qualche coperta…

    Mi piace

  2. ilmiosguardo ha detto:

    Poveraccio … 😦
    quando vedo un barbone non riesco a non chiedermi quale vicissitudine l’abbia spinto ad una vita così …

    Mi piace

  3. rodixidor ha detto:

    Hotel senza stelle, quelle non si vedono lì …

    Mi piace

  4. pendolo0 ha detto:

    In queste situazioni è facile osservare dall’alto in basso, con distacco e indifferenza, tu invece lo hai descritto con delicatezza e rispetto, mi è piaciuto molto.

    Mi piace

  5. tiptoetoyourroom ha detto:

    Bello. Intenso e delicato. Chissà quante persone si accorgono di lui…

    Mi piace

  6. tiZ ha detto:

    tum tum, tum tum
    solo una carezza, così senza parlare..

    Mi piace

  7. Guido Sperandio ha detto:

    Mentre per zingari questuanti (chiaramente d’importazione) e vagabondi di vario colore (stanno aumentando a dismisura) nutro un forte risentimento, per i “barboni”, specie se nostrani (e non mi si tacci di razzismo, sarebbe tempo perso), provo un sentimento che va oltre alla tolleranza per sconfinare in tenerezza. Perchè nei primi c’è speculazione e calcolo, nei secondi, i “barboni” c’è solo legittima sopravvivenza.
    Siamo dei privilegiati e fortunati, e il destino che ci ha riservato una vita di cui essere contenti, non ci arroga alcun diritto di superiorità su chi la vita invece ha travolto.

    Mi piace

  8. quarchedundepegi ha detto:

    Non mi riesce di commentare quando penso alle cifre da capogiro che guadagna un calciatore… osannato a più non posso!
    Buon pomeriggio.
    Quarc

    Mi piace

  9. Miss Fletcher ha detto:

    E te l’ho detto, Katia, diventi sempre più brava, non solo con le foto ma anche con le parole, adesso ti rileggo, lo faccio quando mi capitano post davvero belli e profondi.

    Mi piace

  10. chapeau (e buon anno, ovviamente. rientrato)

    Mi piace

  11. Tratto d'unione ha detto:

    L’hotel degli invisibili… potrebbe essere il titolo di un libro.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...