Il treno nei libri: Ultima fermata: Auschwitz

  Ferdinando Sessi. Ultima fermata: Auschwitz. Storia di un ragazzo ebreo durante il fascismo. Einaudi Ragazzi, 1996. 146 p.

Gli dissi di Arturo, e fu lui a raccontarmi in modo dettagliato la grande retata del 16 ottobre. I tedeschi avevano catturato 1259 ebrei, tra i quali 689 donne e 207 bambini.
In seguito, prima del trasferimento dal Collegio Militare alla stazione Tiburtina, dopo un accurato controllo dei documenti, 237 persone erano state rilasciate. 
Franco aveva saputo tutto da esponenti della resistenza, con cui si teneva in contatto, perché sui giornali romani non era apparsa nessuna informazione, se non una nota, in data 18 ottobre, nella quale si informavano i lettori che la <<partenza degli ufficiali del Nord, fissata per oggi alle 9, non può effettuarsi dalla stazione Termini>>. La ragione era evidente. Dallo scalo periferico romano sarebbe partito un altro convoglio: quello con 1022 ebrei della razzia, e nessun occhio indiscreto doveva essere testimone di quel crimine.
Nonostante tutto alla stazione accorsero parenti, amici, curiosi. Ma i soldati impedivano a chiunque di avvicinarsi. Erano circa una ventina di carri bestiame. Non avevano nessuna finestra, se non una minuscola apertura a grata, in alto, da cui si sporgevano spesso due mani aggrappate, o un paio di occhi fissi e spaventati. 
Quando alle 14 e 05 il macchinista ricevette l’ordine di partire, il convoglio si mosse, lasciando dietro di sé una pioggia di foglietti con centinaia di messaggi.
Oggi so che su quel convoglio c’era anche Arturo e con lui tutta la sua famiglia.
Dopo mesi di ricerche, di attesa e di speranze, posso ricostruire parte della sua storia. Un nome soprattutto emerge come un incubo: Auschwitz.
[pp. 119-120]

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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6 risposte a Il treno nei libri: Ultima fermata: Auschwitz

  1. stravagaria ha detto:

    Ho letto molti libri per ragazzi sull’argomento ma questo non lo conosco. Merita?

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    • Pendolante ha detto:

      Merita. Racconta di come un bambino normale improvvisamente si scopra ebreo con le leggi razziali. Una “diversità” che lo sorprende come il repentino cambiamento di atteggiamento nei suoi confronti di chi lo circonda. L’epilogo è drammaticamente noto

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  2. cartaresistente ha detto:

    Bella anche la nuova copertina di Iacopo Bruno.

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Neanche io lo conosco, in realtà devo dire che su questo tema ho sempre letto tragiche storie vere, l’unico romanzo è l’Amico Ritrovato.
    E vedo che è un libro per ragazzi e sicuramente merita, sono letture importanti queste e non devono mancare a quell’età, tutti noi certamente ricordiamo il giorno che incontrammo le parole del diario di Anna Frank.

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