Il treno nei libri: Poesie in dialetto romagnolo

  Nino Pedretti. Poesie in dialetto romagnolo. Antologia. Pazzini Stampatore Editore, 2006. 

Un grande grazie a Quiet Man che mi ha prestato quest’Antologia e che forse, un giorno, la riavrà.

NON LO SAPRÀ NESSUNO
Che abbiamo vissuto
che abbiamo toccato le strade
coi piedi che andavano allegri,
non lo saprà nessuno.
Che abbiamo visto il mare
dai finestrini dei treni,
che abbiamo respirato
l’aria che si posa
sulle sedie dei bar,
non lo saprà nessuno.
Siamo stati
sulla terrazza della vita
fintanto che sono arrivati gli altri.
[p. 21]

Alla pagina precedente la versione in lingua originale: il romagnolo

U N’E’ SAVRÀ NISÉUN
Ch’avémm campè
ch’avém tòcch al strèdi si pii
chi andava aligar
U n’è’ savrà niséun.
Ch’avrémm guardè e’ mèr
da e’ finestréin di trèni,
ch’avémm respiré
l’aria ch’la s pòza
sal scaràni di bar,
U n’e’ savrà niséun.
A sémm stè
alla teraza dal véita
fintènt ch’l’è arivàt ch’i élt.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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17 risposte a Il treno nei libri: Poesie in dialetto romagnolo

  1. tiZ ha detto:

    che bella che è…copio :*

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  2. Tratto d'unione ha detto:

    Che bella. Che triste. Che è morire.

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    E io che ispirato dalla “tetta in diretta” pensavo di avere scritto una bella poesia!

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  4. Lisa Agosti ha detto:

    Bellissima. Strappacuore.

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  5. Annibale ha detto:

    Sempre interessanti le poesie in un dialetto che non è il proprio

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  6. the quiet man ha detto:

    Credo che in un piccolo fazzoletto di terra di Romagna, all’inizio del secolo scorso, sia successo un piccolo miracolo. Forse è una cosa mia, ma credo che Pedretti, come il suo conterraneo e coevo Raffaello Baldini siano tra i maggiori poeti italiani del secolo scorso.
    Per quello che riguarda l’antologia: nun ce prová.

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