Vite in viaggio: L’uomo dei calcoli


Si era alzato quella mattina con la chiara e spiacevole sensazione che i conti non tornassero. Aveva dormito male tutta notte tentando di ignorare quel numero che non gli pareva corretto, vagamente infastidito dai movimenti notturni della sua donna nel letto. Suonata la sveglia, mentre si specchiava col rasoio in mano, ripensava alla sera prima quando, a cena con amici, l’elegante padrone di casa aveva lanciato il gioco “quanti ne hai scopati/e.” Numeri esorbitanti uscirono da principio dalla bocca dei maschi presenti, tra sghignazzate e battute sulla dubbia credibilità dei dichiaranti. Anche lui aveva sparato alto guadagnandosi una gran manata sulla spalla dalla sua compagna che lacrimava dalle risate. La cosa sarebbe stata poco lusinghiera se lei non avesse saputo il numero esatto delle donne con cui era stato. Anni prima, dentro un letto preso a prestito, felicemente spossati dal loro primo amplesso, si erano lasciati andare a quella che spesso si rivela una pratica pericolosa per quanto abusata: raccontarsi le esperienze precedenti. Ci sono coppie subito scoppiate per colpa di queste confidenze: uomini che hanno patito un senso d’inferiorità intollerabile o donne sospettose di essere lì per fare numero. Sogghignò ricordando la scena di Clerks sui pompini, ma il riso gli si strozzò in gola ripassando la lista che le aveva sciorinato allora la su donna. Glieli aveva elencati in ordine alfabetico, con una scioltezza da filastrocca ripetuta spesso, lasciandolo sensibilmente turbato, ma non lo aveva dato a vedere per non sembrare un maschio troglodita.
Saltato il caffè, si incamminò sulla via della stazione, le luci dei lampioni ancora accese, rimuginando su quel numero sbagliato, e ripassando mentalmente quella lista mai scordata di suoi predecessori. Finalmente comodo sul treno, decise di annotare tutti i nomi in fila come lei li aveva detti allora. Sì perché la sera prima, quando la cosa si era fatta seria e gli uomini avevano dichiarato il vero, era toccato poi alle donne fornire somme dei passati amanti. Prima avevano preso tempo chiedendo lumi sulla “profondità” dei rapporti da enumerare, insomma una definizione esatta di “scopata”, per essere precise, poi si erano fatte onore con numeri non meno impegnativi di quelli dei mariti. Insomma a fine serata fu dichiarato un pareggio maschi-femmine, ma erano iniziati i suoi problemi, perché il numero di lei gli risultava alto; ce n’erano d’avanzo. Almeno un paio.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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20 risposte a Vite in viaggio: L’uomo dei calcoli

  1. m3mango ha detto:

    La foto tagliata così e le sue labbra, lo rendono molto sexi.

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  2. stravagaria ha detto:

    Come dire che sarebbe meglio stare larghi alla prima confidenza😉

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  3. Tratto d'unione ha detto:

    Mai fornire dati troppo precisi. O quantomeno avere buona memoria!

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  4. rodixidor ha detto:

    Bello il racconto. Ti segnalo però due errori. Uno nella foto: “mentre si specchiava col rasoio in mano”, probabilmente poi aveva desistito dal radersi. L’altro grammaticale: c’è.
    Spero di non risultare antipatico.
    Buona giornata.

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  5. e questo, da 10 cm tra un sedile e l’altro. non oso immaginare se te lo fossi trovato davanti.😛

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  6. the quiet man ha detto:

    D’altra parte, la fede delle femmine….

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