Tre uomini in stazione e il quarto che origlia

 Tre uomini parlano e un quarto che origlia. Più il cane. L’ora del primo pomeriggio, l’afa di luglio. L’atrio della stazione difende dal caldo, ma senza estremismi: qualche grado in meno da ombra e piastrelle. Oltre la vetrata, verso le rotaie, in tre sono seduti sull’asfalto del primo binario, le schiene appoggiate alla parete trasparente a schiacciare macchie di sudore sulle maglie. Resteranno gli aloni sul vetro. Racconta il primo. Gesticola animato, ma non troppo, si sporge verso gli altri, ma di poco. Rallenta movimenti, pensieri e parole il caldo e caldo dev’essere il vino nel cartone appoggiato per terra. L’attenzione dei compagni certifica l’abilità dell’oratore o il fascino della storia. Quando il quarto salendo dal sottopassaggio si ferma in ascolto davanti a loro, i compari non paiono stupiti. Lo lasciano origliare. Il gruppo trasforma un luogo di solitarie attese mute in ritrovo di parole, consesso dei poveri, concilio, simposio… e un po’ dispiace non essere invitati. 

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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22 risposte a Tre uomini in stazione e il quarto che origlia

  1. Astralla ha detto:

    C’è sempre almeno un ascoltatore in attesa….😉

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  2. Affy ha detto:

    Davanti ai binari la vita scorre come un lento fiume o una pioggerella stanca. Siamo spettatori e protagonisti dello stesso panorama a volte fatto di bellezza altre di umana desolazione.
    Un caro abbraccio da Affy 🙂

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  3. tiptoetoyourroom ha detto:

    Che bello questo post… è pieno di vita. Hai ragione: dispiace non essere invitati😉
    Buona giornata🙂

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  4. stravagaria ha detto:

    Diciamolo: quel che non riesci a sentire tu sei più che felice di immaginarlo anche per noi… Troppo realismo fa male alle storie😉

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  5. Aldievel ha detto:

    Il popolo delle stazioni. Bisognerebbe farci non un film, ma parecchi. C’è un capitolo di Altri libertini di Tondelli che mi ha ricordato un po’ il tuo post.
    Forte anche la foto…
    Un abbraccio

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  6. rodixidor ha detto:

    La quarta, una donna, lei fotografa e racconta questo meriggio qualunque.

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  7. rodixidor ha detto:

    opsss … la quinta🙂 (sbagliavo la conta)

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  8. tiZ ha detto:

    a me la foto mette allegria, ritrovarsi, chiacchierare e perché no? lasciarsi origliare..

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  9. Miss Fletcher ha detto:

    Bello il racconto e e bella la foto, come sempre hai colto un attimo speciale!

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