Il treno nei libri: Un’altra parte del mondo

 Massimo Cirri. Un’altra parte del mondo. Feltrinelli, 2016. (I narratori)

Aldo Togliatti è morto nel 2011 a Modena. Era figlio di Palmiro, segretario del PCI dal ’38 al ’64 e Rita Montagnana, membro della Costituente e una delle fondatrici dell’Unione donne italiane. Il figlio del “migliore” era ricoverato da trent’anni in una casa di cura, affetto da schizofrenia con spunti autistici fin dal 1950. Massimo Cirri, psicologo, conduttore radiofonico (Caterpillar) e scrittore, ne ha raccontato la storia in questo libro con empatia e delicatezza.

Quello tra Torino e Roma, sulle ferrovie del 1946, che solo da pochi mesi non sono più Regie ma dello Stato, dura tanto. Aldo e Luciano Barca sono soli, alla stazione di Torino gli ultimi saluti con i compagni. Barca è in corridoio, guarda il paesaggio fuori dal finestrino, pensa al lavoro che domani ricomincia. Aldo è nello scompartimento con i sedili di legno. Barca sente una mano leggera sul braccio. Alza gli occhi: è Aldo. Che sta cogliendo questa ultima occasione, nel tempo sospeso del viaggio, prima che il treno arrivi a Roma e i meccanismi della vita richiudano la piega di questa possibilità. Ha deciso, pensiamo con fatica e tormento, di rompere il muro e di parlare. Così comincia a dire e dice tutto. Parla per ore e ore, in piedi nel corridoio del treno, con qualcuno che ogni tanto passa – “Scusate” – e loro si scostano per lasciarlo passare ma non se ne accorgono neanche. Non si spostano di mezzo metro verso lo scompartimento, perché farlo muterebbe qualcosa, un assetto, una predisposizione che ha avuto bisogno di due settimane per venire fuori. E si perderebbe. Quindi in piedi.
[p. 46-47]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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20 risposte a Il treno nei libri: Un’altra parte del mondo

  1. stravagaria ha detto:

    Certi discorsi van fatti in piedi…

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    E già il treno, per chi non lo prende mai o solo in circostanze d’eccezione, è un altro mondo, qualcosa di estraneo. Ma nella realtà, fa parte delle vita collettiva, che passa anche per i corridoi e gli scompartimenti, ci si riflette quando non vi viene anche decisa. Adesso c’è anche il web. Virtuale, certo, ma anche meno di quanto si dica e sembri. E anche il web ha i suoi pendolari e viaggiatori occasionali (quelli del web li chiamano navigatori ma niente cambia).
    Nota: figlio sfortunato di due genitori non comuni. Ignoravo. D’altronde, era un’epoca di grandi riserbi e silenzi discreti.

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Non sapevo nulla di questa vicenda, scopro sempre libri interessanti da te!

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  4. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Sono confinato per 10gg in una delle città più noiose della galassia, me lo kindlo e me lo leggo …

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