In busta chiusa: Lettera H – Hotel

H_Katia

Illustrazione di Davide Lorenzon

Cara sconosciuta viaggiatrice,
scuserai, ma mi sei seduta accanto e la tua telefonata più che origliarla la subisco. È da quando sei salita in treno che spieghi a tuo marito in che razza di hotel ti hanno prenotato la camera. Sì, certo, era il più vicino alla stazione e al tuo incontro di lavoro, ma una segretaria dovrebbe informarsi meglio. Stanza vista cavalcavia. E quei palazzi orribili all’affaccio… Se lo chiedevi a me te la evitavo una nottataccia in bianco che qui in città lo sanno tutti cosa sono i rumori andati avanti tutta la notte. Poi per forza eri uno straccio stamattina. E quell’odore nella stanza e per le scale: indefinibile! Per non parlare di quella gente strana nell’atrio… Guarda, se non sbaglio Pederiali in un suo libro ci ha ambientato la scena di una retata in quell’hotel. O era Guicciardi? Adesso non ricordo, ma insomma, la fama è quella. Decisamente la prossima volta fai bene a prenotartela da sola la camera; siamo tutti d’accordo nel vagone e tanti saluti a tuo marito.
Però poi non l’ho capita la telefonata successiva. Quel cambio di registro, l’abbassamento del tono della voce, quella dolcezza complice… Ma come, non ti ha dato fastidio il cavalcavia? Certo, se hai guardato solo le stelle in cielo
Ah, non ci hai fatto caso a quei rumori? Chiaro: ascoltavi solo la sua voce...
Un aroma speziato vagamente orientale? Ma non parlavi di odore indefinibile?
Ah, non li hai visti i tizi strani? Avevi occhi solo per lui, ecco…
Insomma, due giorni di ferie spesi bene e lo lascerai sempre scegliere a lui l’hotel… Contenta tu! Noi del vagone abbozziamo e tanti saluti al tuo Giulio… anche se lo chiamavi Pietro tuo marito.


In Busta Chiusa n. 8, un progetto di Cartaresistente
Illustrazione di Davide Lorenzon
Su cartaresistete l’altro verso della busta (ancora chiusa)
Lettera H, di Katia Mazzoni

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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35 risposte a In busta chiusa: Lettera H – Hotel

  1. Pingback: In Busta Chiusa: H, di Katia Mazzoni |

  2. Daniela ha detto:

    🙂 spassoso resoconto,certo che per quella persona la discrezione è un’optional di poco conto

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    La fortuna di essere sordi e, se si è ottimisti, di potere quindi continuare a coltivare le proprie illusioni sul mondo e la vita. E se si è uomini, vedi il caso da te esposto, potere illudersi sulle donne.

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  4. Tratto d'unione ha detto:

    Ops! E se a portata di orecchio ci fosse stato un conoscente? Un amico dell’amico?
    E poi: si può perdonare una sbandata, forse… ma una così esibita mancanza di principi?
    Bel racconto, affresco di questi tempi sempre più smarriti.

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  5. rodixidor ha detto:

    Pendolari 2.0 : la condivisione🙂

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  6. pani ha detto:

    “Questa è inventata, ma potrebbe essere reale”.
    Molto reale🙂

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  7. tiZ ha detto:

    Ancora non mi è capitato a me in treno. .. non vedo l’ora 😉

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  8. stravagaria ha detto:

    Se non mi avessi detto che era inventata avrei potuto farti nomi e cognomi😉

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  9. Miss Fletcher ha detto:

    Oh… vedi, io ascolto sempre la musica e non avrei sentito nulla! Meglio, tutto sommato🙂

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  10. cinziarobbiano ha detto:

    Credevo fosse vera. Brava, hai un futuro da fedigrafa😉

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