Il treno nei libri: Andare, camminare, lavorare.  

 Angelo Ferracuti. Andare, camminare, lavorare. L’Italia raccontata dai portalettere. Feltrinelli, 2015.

Un punto di vista particolare quello dei portalettere. Vedono tutto, si accorgono dei cambiamenti della geografia e delle varie umanità del nostro Paese. Una regione alla volta l’autore – dipendente delle Poste italiane – ha incontrato e seguito i portalettere raccontandoli e raccontandoci l’Italia attraverso i loro occhi. E chissà com’è, ma questo viaggio inizia in treno.

Valle d’Aosta
Chamois. Nel cuore del paese
Il trenino dopo Ivrea sembra entrare sempre di più dentro il cuore di montagne, cittadine con l’abitato, le periferie, a un certo punto spariscono, si entra in un paesaggio di montagna fatto di rocce scure, soffocanti, e piccoli paesi coi campanili alti delle chiese e poche case sparse a grappolo poco sotto, prima di una campagna verdissima che appare armonica con la sua natura immutata da secoli. Il convoglio locale avanza sferragliando lentamente, sembra persino rallentato dal silenzio e dalla pace intorno, mentre sono seduto vicino al giovane e spaurito pakistano venditore di fiori, paffuto e puzzolente, graziosamente espatriato. Ne ha un mazzo appresso, va a venderli a Cervinia, cerca di farmi capire in un italiano nano, ma è senza biglietto! Lo salverà una giovane nigeriana pagando per lui e rimproverandolo.
[p. 19]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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10 risposte a Il treno nei libri: Andare, camminare, lavorare.  

  1. Miss Fletcher ha detto:

    Non lo conosco, uno spunto particolare per un libro, in effetti i postini sono continuamente in viaggio!
    Buona domenica cara!

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  2. stravagaria ha detto:

    Ecco un altro punto di vista interessante. Chissà se esistono blog di postini così come ci sono quelli dei pendolari?

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    Il brano che hai riportato è scritto molto bene. Girando per blog e Internet da tempo scopro che non ci sono solo i “grandi autori”, ma anche tanti nomi sconosciuti.
    A loro onore e gloria (se non ricchezze, visto che sarebbe chiedere troppo) – a cominciare da questo valoroso “postino”.

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  4. Astralla ha detto:

    Deve essere carino, penso che sfrutterò il consiglio… Mmm perché però la lettura va a rilento? 😁

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    • Pendolante ha detto:

      Va a rilento perché i diversi capitoli – dedicati a paesi/città divisi per regioni – non sono tutti ugualmente interessanti. A volte si dilunga su cose che non mi interessano e ne sorvola di quelle che vorrei provo dire. È soggettivo

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  5. cinziarobbiano ha detto:

    Curioso. Andare, camminare, lavorare è il tema del prossimo numero della rivista letteraria per cui scrivo, Il Colophon. L’ispirazione è il testo della canzone di Piero Ciampi.

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