L’inganno dell’attesa


Col cambio di binario del mio treno è variato il paesaggio nell’attesa. Non più la palazzina di servizio con pochi ferrovieri tabagisti affacciati a ciccare sui binari, ma il marciapiede del mio ex binario. Guardo riguardata i pendolari che stanno dove aspettavo io. Una folla che non immaginavo a starci dentro. Parevano di meno, ma l’insieme dello sguardo mi mancava. Il marciapiede è bidirezionale, sta al centro di rotaie parallele e c’è nei pendolari un’ambiguità di direzione, una promiscuità di destinazione. Mischiati non di sa chi va dove. Alcuni sono rivolti diligentemente verso le rotaie che percorreranno, creando due schiere che si danno le spalle, allineati al limite della riga gialla. Altri occupano confusamente lo spazio centrale, mescolati in bolgia di corpi, trolley e borse pendolari e scatta il toto direzione, l’indovina da che parte va, che serve ad ingannare l’attesa, ma quella è scaltra e non si fa imbrogliare, così l’altoparlante annuncia dieci minuti in più di noia pendolare.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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18 risposte a L’inganno dell’attesa

  1. Marcello Trombetti ha detto:

    Alcune volte i treni sono in ritardo e noi dobbiamo aspettare

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  2. la ragazza a destra, quella col molosso a fianco, ti ha beccato mentre scattavi la foto, vero?

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  3. alidivelluto ha detto:

    Nuovo binario e nuove opportunità di cogliere piccoli momenti di vita! Ben venga il cambio di binario dunque!

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  4. Tratto d'unione ha detto:

    Che impressione! La prospettiva schiacciata fa sembrare tutti sull’orlo di un baratro e così sembrano prigionieri impossibilitati a muoversi… 😦

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  5. stravagaria ha detto:

    Puoi immaginarti su quel binario quasi fossi un duplicato di te stessa…

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  6. Miss Fletcher ha detto:

    Gran bella foto, molto vivace, le attese servono pur a qualcosa, no? Brava Katia!

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