Motel stazione

Sono già piene le stanze del Motel stazione. Il sottopasso appare un obitorio improvvisato di corpi ricoperti con inesattezza. Manca un’ora a mezzanotte, ma qui s’arriva presto che i posti migliori se ne vanno come il pane e non c’è TV da guardare, non si può parlare che spesso non si sa che lingua usare e non prende nemmeno il cellulare. Un panino sul pavimento, le scarpe accanto al muro, una bottiglia d’acqua e si va a dormire, coprendosi la testa integralmente che la luce non c’è sul comodino e quella generale non si può smorzare. Bisogna riposare che di buon ora arriva il mondo pendolare e qui non si può stare che disturba tutto quello scalpicciare. E all’ora di maggiore ressa, all’avanzar dell’orda pendolare, non rimane traccia di questo dormitorio clandestino. Solo un cartone ripiegato da riutilizzare, una bottiglia vuota e un bozzolo di quasi forma umana, avanzo senza sveglia della notte prima.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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14 risposte a Motel stazione

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Sei in forma.
    Post intenso.

    Nota: glisso sul tema sotteso, ho le mie idee, so che altri hanno le loro e quindi… si evitino piume che volano.

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  2. quello sguardo disegnato, dal finestrino, dà il senso di tutto quanto hai scritto

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  3. stravagaria ha detto:

    Esiste un mondo parallelo e spesso non se ne vedono che piccole tracce…

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  4. Maurizio Vagnozzi ha detto:

    Dovresti parafrasare Hotel California degli Eagles con questo bel racconto e questa bella foto …

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  5. tiZ ha detto:

    i corpi così disposti fanno maggiore tristezza…

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  6. rodixidor ha detto:

    mondi paralleli

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  7. massimolegnani ha detto:

    Impressionante e molto ben raccontato.
    Al primo colpo d’occhio poi mi erano sembrate carrozze vere e mi sono detto “ma sono pazzi?”
    ml

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