Il treno nei libri: Learco Pignagnoli



Daniele Benati.
Opere complete di Learco Pignagnoli. Aliberti editore, 2006. Collana I lunatici.

Learco Pignanoli, ammesso che esista, è nato a Campogalliano (pochi chilometri da casa mia) e a San Giovanni in Persiceto, nel bolognese. Lavora presso la ditta Scoppiabigi e Figli, dove tiene dietro al loro lupo. La saggezza di Learco si palesa in diverse sue. Ad esempio l’Opera n. 75:

Io preferisco che non mi sparino.

Oppure nella 83:

Credevo che mi facesse quei regali da poco perché aveva pochi soldi. Invece era perché non mi amava.

Osservatore del mondo che lo circonda (È già un po’ che non vedo più un uomo assorto nei suoi pensieri, recita l’Opera n. 122), non poteva non trattare del treno non e delle genti che lo frequentano.

Opera n. 22
C’erano quattro persone nello scompartimento di un treno che si raccontavano di quando nella loro vita avevano avuto paura per niente. Poi uno ha starnutito.

Opera n. 24
Un giorno mi trovavo in treno con mia madre quando una signora nel nostro scompartimento ha chiesto se qualcuno aveva una sigaretta. Io mi sono subito chinato a fare la parole crociate per via della mia ansia, ma mia madre è saltata su a dire: Dai, Giuliano, offre una sigaretta la signora. E poi ha detto a tutti gli altri passeggeri: mio figlio fuma tre o quattro pacchetti di sigarette al giorno.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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12 risposte a Il treno nei libri: Learco Pignagnoli

  1. stravagaria ha detto:

    Povero Learco, saggezza e schiettezza popolare, direi. Sono curiosa: il libro è formato tutto dai brevi afonismi attraverso cui si racconta il personaggio?

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  2. the quiet man ha detto:

    Il mio filosofo di riferimento. Oltre all’opera 75 citerei anche l’opera numero 13: Tranne me e te, il mondo è tutto pieno di gente strana. E poi anche te sei un po’ strano.

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    Già chiamarsi Learco mi richiama l’Emilia dai nomi strani, che poi esista o meno… è più vero che neanche fosse vero. L’avevo già conosciuto anch’io da Paolo Nori, e le due che tu hai scelto mi han fatto ridere… che qui in casa mi hanno chiesto cosa mai m’ero successo.

    (Meriti il commento dei commessi d’alta sartoria: Complimenti, Signora,lei ha fatto un’ottima scelta)

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  4. Guido Sperandio ha detto:

    Heeeee che gentile, sei! 🙂

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  5. tiZ ha detto:

    3 o 4?? è una ciminiera !!!

    Mi piace

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