Mimmo per forza

Affacciato al finestrino pare saluti qualcuno in banchina. Si sbraccia, sporgendosi, per attirare l’attenzione e un viso di ragazzo accorre e gli sorride strano dal marciapiede. Il passeggero, sessanta portati male, devia il tono scherzoso in scherno:”Cheeee, non lo hai trovato il capo treno? È là, guarda, corri di là! … nooooo, è dall’altra parte, vai che gli scappi…” Ride dall’alto vagone il viaggiatore, guardando in giù. Sorride dal basso marciapiede il rom, sbeffeggiato. Almeno pare.
Si chiudono le porte mentre una conversazione incomprensibile prosegue appesa al finestrino. In conclusione il siculo viaggiatore pone questioni al giovane gitano e per ultima:
“… ma che femminuccia sei? Pure ricchione… ammazza!”
E un colpo secco, chiude il finestrino. Crolla sul sedile commentando col compare di viaggio rimasto fino allora muto:
“Gioventù bruciata. Tanto vale schiattare, che tanto…”
“Eh ragazzi… – sospira quello in lombardo non identificato – A me Mimmo mi dispiace che questi ragazzi qui muoiono come mosche… ogni mattina uno. Ma neanche a Milano centrale ce ne sono tanti. Ci sono più controlli! Bergamo poi è un caos…”
“He, zio Benito, zio Benito…”
Nostalgico il siculo.
“Gli Irlandesi si che hanno capito tutto
E cosa abbiano capito mi sfugge proprio.
L’accento lombardo si alterna al siciliano in uno scambio di battute ad alta voce intervallato da confidenze sussurrate all’orecchio
“.. L’Italia l’hanno sfasciata… siamo noi nel terzo mondo… questi arrivano e dove vanno questi? Devono mangiare…. e chi gli dà da mangiare? Ci vorrebbe Mussolini ci vorrebbe…”

“Mimmo, ma il duce era emiliano, no?!”
“Di Forlì”

“Mio cugino tutto gli anni va nel posto dove lo hanno ucciso…”
“A Dongo”
“Sì, lì! Mimmo, avevano paura di lui e hanno dovuto ammazzarlo. Mimmo è stato detto dagli americani di farlo, se no gli italiani non lo avrebbero ammazzato… Mimmo, ma chi è quella bionda che fa la politica? Sua figlia?
“No, sua nipote. Figlia di Romano”
“Ma no, sarà la figlia, guarda che avrà già 50 anni he Mimmo… ” e siccome il duce è morto nel ’45, gli tornano i conti al tipo.
“No, è sua nipote e anche di Sofia Loren che fa Scicolone come la madre”
“Ah. Vabbè Mimmo, comunque a Bergamo è un casino, si picchiano sempre col capo treno. Tra un po’ Mimmo anche i controllori avranno la pistola… per forza, per forza… e tra un po’ tornerà anche la pena di morte… per forza, per forza”

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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19 risposte a Mimmo per forza

  1. ysingrinus ha detto:

    Un congresso di scienziati.

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  2. ops, scusi, che distratto, le ho rovesciato il caffè sui pantaloni… mi dispiace, davvero!

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  3. stravagaria ha detto:

    da sempre quello che mi fa più paura è l’ignoranza…

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  4. rodixidor ha detto:

    l’Italia dei talk-show

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  5. Tratto d'unione ha detto:

    Gioventù bruciata quella dei sessantenni di oggi che, cresciuti negli anni delle battaglie sociali e dei diritti civili, non se ne sono nemmeno accorti. Tristezza infinita 😦

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  6. Guido Sperandio ha detto:

    Oh, finalmente la bassa quotidianità arriva sul tuo treno, finora di algide frequentazioni ed elette letture! Intanto, complimenti, memoria di ferro, a ricordarti tutti i dialoghi, che mica è come fare uno scatto e via! Poi, quanto al contenuto degli stessi, mi è interssante apprendere e ti sono grato che tu abbia a riportare. È documentazione che altrimenti ignorerei.

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  7. tiZ ha detto:

    uh maro’ !!!! ma non ce l’avevi un lanciafiamme in borsetta??

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  8. the quiet man ha detto:

    Ecco io, non lo so se sono in tema, comunque lo Zio era romagnolo, non emiliano, ci terrei a precisare.

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