Voyeurismo da stazione

Venerdì pomeriggio. Viaggio di rientro, verso sera. Inizia ad imbrunire.
Segni di impercettibile agitazione hanno segnato il viaggio della donna. Lettura distratta, controllo di orologio e cellulare, sguardo perso per attimi e riportato a forza sulle pagine, tormento di frange della sua sciarpa viola. Nulla di eccessivo, gesti moderati. Un autocontrollo via via perso con l’avvicinarsi della stazione. Nel rallentare del treno in frenata, preparandosi a scendere, la donna cerca fuori dal finestrino, osserva i visi veloci in attesa sulla banchina. Si ferma un secondo di troppo sul predellino a sfruttare quell’altezza per osservare meglio. Scende riluttante da quell’osservatorio, percependo l’urgenza di chi le sta in coda, ma rimane al centro del marciapiede: un fermo immagine tra i viaggiatori che le vorticano attorno e sciamano velocemente. Ancora alcuni secondi di attenta ricerca che si conclude sul viso di uomo. Un attimo di riconoscimento reciproco. Poi lui le va incontro, la prende per mano e senza fiatare se la tira dietro con piglio deciso, infilando le scale del sottopassaggio. Scendo le scale dietro loro. Felice coincidenza d’itinerario. Mi distanziano di metri, ma svoltate le scale spariscono dall’orizzonte del corridoio sotterraneo ormai vuoto. Solo all’altezza del quarto binario, nel punto cieco di svolta delle scale, un ansimare sommesso e un movimento di corpi nascosti, addossati alla parete. Una sciarpa viola con le frange ammucchiata per terra.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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33 risposte a Voyeurismo da stazione

  1. alidivelluto ha detto:

    Un incontro per tanto, troppo atteso…

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  2. cinziarobbiano ha detto:

    binari bollenti… 🙂

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  3. tiZ ha detto:

    in effetti è un luogo romantico e magico…

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  4. Guido Sperandio ha detto:

    Prosa magnifica. Preparazione dell’evento-clou con brano da antologia. Complimenti.
    Agatha Christi l’avrebbe concluso con un omicidio, ma qui siamo su tratte casalinghe. Era il massimo che la cultura del territorio ti poteva offrire.

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  5. rodixidor ha detto:

    Storia avvincente, il lettore si fa investigatore trascinato dallo scrittore. Splendido racconto fatto per immagini, per cambi di moto, arresti e riavvii veloci. Molto bello.

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  6. stravagaria ha detto:

    Chi non ricorda un incontro romantico alla stazione? Comunque la sciarpa la laverei… 😉

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  7. Lisa Agosti ha detto:

    È successo davvero? Hai davvero talento nel rendere le immagini… ma non mi dai mai il finale delle storie! Io muoio di curiosità ogni volta! 😛

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  8. Safranina ha detto:

    Hai capito…
    Bellissima descrizione comunque 😉

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  9. massimolegnani ha detto:

    descrizione delicata ma estremamente sensuale e contagiosa.
    eleganza di scrittura nel fotogramma finale sulla sciarpa.
    ml

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