Siamo tutti Criceti

C’è una cosa che unisce i nostri antenati preistorici alla nostra condizione di uomini moderni: il lavoro.

Otto racconti sul tema del lavoro. Uno mio.
Siamo come criceti, corriamo tutti sulla ruota che hanno messo nella nostra gabbia, ma ad alcuni va peggio: gli toccano anche binari del pendolarismo. In questa raccolta, felicemente assieme a quelli di altri autori, troverete il mio racconto La trasferta che non parla di pendolarismo, ma il treno, tranquilli, non manca. 

Criceti. Come correre una vita senza andare da nessuna parte. Gli elefanti edizioni.

Andreas Finottis, Gavino Marras, Aldo Bruni, Tiziana Mantovani, Regina Re, Katia Mazzoni, Maria Teresa Barreca, Luca Oggero.

Lo trovate su Amazon in e-book e cartaceo.

C’è una cosa che unisce i nostri antenati preistorici alla nostra condizione di uomini moderni: il lavoro. Non esiste un app per evitarlo, è una costante, un buco nell’evoluzione umana: abbiamo perso la coda, non la necessità di avere uno stipendio. È buffo però come nei secoli il concetto di lavoro non sia mai stato osservato da un punto di vista intimo, preferendo sempre quello collettivo. I nostri colleghi, i nostri datori di lavoro, i nostri clienti, sono le persone con cui passiamo la maggior parte delle nostre giornate, eppure per qualche ragione che ci sfugge, non gli si dedica tanta attenzione come alla famiglia per esempio, con cui trascorriamo un paio di ore al giorno, quando siamo fortunati. In un’epoca in cui il lavoro è diventato solo una percentuale, e le grandi case editrici pubblicano biografie di chef, calciatori ed ex attrici di serie B, noi vogliamo tentare di capire cosa si nasconde nella realtà delle nostre banali quotidianità lavorative, cosa diventiamo quando esercitiamo le nostre professioni, quando una professione la cerchiamo o quando tentiamo semplicemente di sopravvivere.Ci proviamo attraverso otto racconti, a volte veri e propri resoconti a volte versioni romanzate di esperienze vissute. Un modo come un altro per lasciare una testimonianza, in un secolo in cui sappiamo tutto su come allevare i criceti e niente su come vivere felici.

Ad appena un click dalle vostre case (su Amazon), il libro che vi ridarà una una coscienza.

Di classe.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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41 risposte a Siamo tutti Criceti

  1. lamelasbacata ha detto:

    Bravissima, complimenti! Lo prendo subito!

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  2. Paolo ha detto:

    Che bella notizia! Lo leggerò con grande interesse!

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  3. alidivelluto ha detto:

    Meraviglia! Anche se non so se i criceti sui treni siano ammessi!

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  4. stravagaria ha detto:

    Adesso ho il tuo contributo e quello di melasbacata in due libri di racconti che attendono la serata giusta. Arriverà 😊

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  5. rodixidor ha detto:

    Mi sembra una tesi sbagliata quella che si fonda sulla comparazione dell’attività del lavoro a quella del criceto nella gabbia per delle ragioni fondamentali che cerco di esporre. Il criceto corre sulla ruota perché è in cattività, il suo è un gioco, non è un lavoro, ovvero non è un’attività che il criceto compie per il suo sostentamento, per raggiungere una ricompensa, la sua ciotola di semi è sempre piena indipendentemente dal fatto che l’animale corra sulla ruota oppure no. La sua attività è fine a sé stessa. Chi di noi andrebbe al lavoro senza stipendio ? Senza stipendio qualunque attività si chiama hobby, sport oppure volontariato, non lavoro. Certo il parallelismo potrebbe limitarsi alla comparazione dello stare in gabbia che è del criceto come del lavoratore costretto in fabbrica, nei campi, in ufficio ma il parallelismo si ferma lì perché il lavoro serve a produrre qualcosa non a vincere l’alienazione di un animaletto costretto in cattività.

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  6. cinziarobbiano ha detto:

    Questa mia mattina di lavoro è proprio da criceto…gira gira senza concludere nulla. Complimenti collega. Anch’io ho scritto di me e del mio lavoro qui https://ilcolophon.it/confessioni-di-una-bibliotecaria-68ae2cfe33bd#.57iv30aos

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  7. tiZ ha detto:

    brava !! bravissimi !!!

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  8. è già sul kindle. prossima volta, promesso… 😉

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  9. Miss Fletcher ha detto:

    Complimenti a te e ai tuo compagni di viaggio, un bel traguardo! Brava Katia!

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  10. Affy ha detto:

    Wow e doppio wow .. complimenti!
    Non me lo lascerò sfuggire! 😉
    Un caro abbraccio

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  11. Tratto d'unione ha detto:

    Corro a comprarlo! Complimenti 🙂

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  12. lamelasbacata ha detto:

    Quale posto migliore per leggere il tuo racconto se non durante un viaggio in treno? L’ho appena finito, il viaggio ancora no e ne approfitto per scrivere le mie impressioni.
    Leggero e ironico, uno spettacolo di vita pendolare da parte di chi conosce i trucchi per sopravvivere alla bestia nera: il viaggiatore occasionale logorroico.
    Ho ancora abbastanza fresco il ricordo di quando, una vita fa, ero anche io una pendolare su rotaia e leggere gli stratagemmi del libro aperto e richiuso come uno scudo, della telefonata importante, del sonnellino provvidenziale che salva da saluti indesiderati mi hanno fatto assentire con entusiasmo. Il resto del racconto è in realtà solo una cornice, il quadro vero è tutto lì dentro, nel viaggio introspettivo dentro le persone. Brava, mi è piaciuto molto! 😊

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    • Pendolante ha detto:

      Ti ringrazio davvero, sono felice ti sia piaciuto e tu abbia colto l’aspetto che più mi appartiene. Non ti sapevo ex pendolare, ma ora capisco l’empatia. A breve sarò in grado di ricambiare il parere. Appena mi arriva il ilbro ordinato gol tuo racconto 🙂

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