Venerdì d’auguri

Secondo piano del Regionale, un Vivalto. I sedili sopra sembrano più fitti, il soffitto basso, ma io pure e c’e un senso d’intimità. Nei primi posti in cima alle scale si dorme, ma a ben guardare anche in prospettiva lungo il corridoio Morfeo la fa da padrone. È venerdì mattina è il peso della settimana accascia i pendolari sui sedili. All’approssimarsi della stazione una fila silenziosa percorre il corridoio e scende le scale. Si sveglia l’uomo del primo posto, ma rimane seduto. Un pendolare – che a piccoli passi gli passa a fianco verso l’uscita – lo saluta gioviale: “Allora, ti manca poco alla pensione eh?!”
“Pochissimo” sorride beato quello, gongolando sul sedile.
“Sempre che il Governo non cambi qualcosa” insinua il primo infilando le scale.
La risposta lo raggiunge dall’alto mentre tocca l’ultimo gradino in discesa, e il tizio esce sorridente dal vagone accompagnato da un amabile “fatti inculare” che fa tanto Emilia. E buon fine settimana.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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4 risposte a Venerdì d’auguri

  1. belle queste declinazioni regionali, dal “ma va caghèr” che avremmo trovato qui (bruttissimo, ‘sti milanese non sanno parlare), al “suca” transregionale, al “maiala la tu’ mamma” d’oltre rubicone… 😉

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    • Pendolante ha detto:

      ogni regione ha la sua, anzi, forse ogni provincia se non città. E’ già molto che non gli abbia detto “c’at vegnà un cancher!” di guareschiana memoria

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      • 1957lp ha detto:

        mi ricordo che da “bimbo” per aver detto quella frase in casa, ho ricevuto da mia mamma (prima e unica volta), “al me aver” con il manico di scopa (mi ero rifugiato sotto il letto per evitare la tempesta)

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        • Pendolante ha detto:

          In effetti spesso i bambini ripetono senza capire il senso. Io dissi ai miei che una tal persona “mi aveva fregato” (inteso come gabbata). Tu sai in modenese come si dice, no?! 😉

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