Abbagli

Di passaggio verso il bar della stazione per il primo caffè di tanti, un riflesso nella visione periferica blocca la falcata pendolare e mi riporta sui mie passi. Giusto un paio. Seduta in solitaria una ragazza sfoglia un giornale sullo sfondo di un merci in sosta sul secondo binario. Seduta sulla panchina del primo dà le spalle alla vetrata che ci divide. Ed è quella che con la complicità della luce artificiale, riflette un’immagine sulla testa della viaggiatrice in attesa. Non ha aureola, non un’impalcatura complicata di capelli, non un’ombra di un gemello nascosto, né uno spirito guida di antenato defunto. Solo il riflesso di una pendolare di passaggio verso il bar della stazione per il primo caffè di tanti. 

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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24 risposte a Abbagli

  1. stravagaria ha detto:

    Riflessioni sui riflessi…

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  2. Miss Fletcher ha detto:

    Quella pendolare riflessa mi sembra di conoscerla 😉

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  3. Barney Panofsky ha detto:

    Bella foto veramente. Complimenti!

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  4. rodixidor ha detto:

    Abbagli va bene ma anche Presenze sarebbe stato un bel titolo. In ogni caso un selfie

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  5. rodixidor ha detto:

    … che mi piace 🙂

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  6. Fancyhollow ha detto:

    Come i “fantasmi” sulle prime fotografie… quelle coi tempi di esposizione lunghissimi!

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  7. Guido Sperandio ha detto:

    Sarà che sono le foto a venire da te, ma anche così… allora diciamo che sei un polo d’attrazione privilegiato.
    In breve: bella foto.

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  8. milesweetdiary ha detto:

    Bella la foto e la riflessione.

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  9. marcello comitini ha detto:

    Il volto riflesso nel vetro ha qualcosa di esoterico, un’evanescenza che sembra trarre dalla realtà la sostanza che gli consente di manifestarsi, di tessere i propri lineamenti per renderli materici. Bella e strana foto. Ma più che altro bella.

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  10. cinziarobbiano ha detto:

    un autoritratto, il nostro io che si interseca con gli altri. Come nella vita

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