Diversamente comode

Le due sono pendolari da anni. Le incontro sulla mia tratta ogni volta che spengo la sveglia e aspetto il trillo di quella successiva; ogni volta che per qualche motivo salto non uno, ma due treni fino a salire su quello delle 7.54. La donna alta calza sempre tacchi alti, la donna bassa sempre tacchi bassi. Del resto, nella diversità, sono portatrici della stessa perfezione nella cura di un sé esteriormente impeccabile. Sono amiche o colleghe, non l’ho mai appurato, ma entrambe sembrano indossarsi senza particolari difficoltà, con disinvoltura, persino con comodità e mai una volta le ho viste rincorrere un treno. Non mi stupirei se fossero i treni ad aspettare il loro arrivo. E a guardarle così a loro agio penso ai miei affanni mattutini e sono certa che al mondo ci siano persone diversamente comode.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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23 risposte a Diversamente comode

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Già il tratto visibile di gamba denota quanto al signora sia alta, se poi ci si aggiunge il tacco…
    Freud non ha considerato la “sindrome della giraffa”.

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  2. sai che è quello che dicono di me? sono sempre talmente al pelo a salire sui treni che un giorno un capostazione del mio paese spiegò con razionalità che doveva per forza essere così 😀

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  3. rodixidor ha detto:

    Difficile pensare che la giraffa sia comoda, ma credo alla testimonianza. Se dovessi scegliere dalla foto giudicherei la “ballerina” molto più rilassata, anche tenendo in conto il suo acquisto decisamente “comodoso”. 😉

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  4. Paolo ha detto:

    Bella allegoria in immagine (… e belle caviglie!)

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    • Pendolante ha detto:

      Quando di dice la bellezza di un post 😀

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      • Paolo ha detto:

        In realtà mi riferivo alla foto.
        Ho letto solo ora il testo, sorry. Altri significati.

        Ho finalmente letto il tuo racconto in “Criceti”. Mi è piaciuto molto (si distingue). Grande ironia, complimenti!!

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        • Pendolante ha detto:

          Paolo, sono felicissima ti sia piaciuto il mio racconto e ti ringrazio per il bel commento. Su questo post ironizzavo appunto sulla bellezza delle caviglie/scarpe in confronto allo scritto 🙂

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          • Paolo ha detto:

            Ma no. Lo scritto è personale, sentito. Trasmette quella sensazione di eterno ritardo e “trascinarsi” un po’ in cui cadrei anch’io, se riprendessi a pendolare (per la cronaca, ti scrivo da un treno locale… piccole odissee quotidiane…).
            La foto invece mi ha colpito per l’immediata allegoria: comode ballerine su percorso ipovedenti VS tacco e caviglia slanciata da pavé in assetto “competition” (ti cito già… :-)).
            Quella caviglia, però, rimane… un bel preludio. 🙂 (ma usciamo dalla metafora)

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          • Pendolante ha detto:

            un bel preludio, sì. Fuori e dentro la metafora 😉

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  5. stravagaria ha detto:

    Grande stima per quelle donne che riescono ad essere a loro agio su un tacco 12 e anche per quelle che optano con spontaneità per la ballerina rasoterra. Ps. Yi immagini s sei scoprisse che la donna alta lavora in un contesto per cui durante il giorno indossa zoccoli ortopedici o scarpe da fitness e quella in ballerine arrivata in ufficio sfodera lo stiletto della manager agguerrita? La stazione stimola la fantasia non c’è che dire!

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  6. Miss Fletcher ha detto:

    Condivido l’ipotesi di Viv, succede molto spesso quello che lei ha così ben descritto!
    Foto perfetta la tua!

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  7. 321Clic ha detto:

    Ballerine e Converse non sono mai riuscita a comprarle: le guardo nelle vetrine o ai piedi delle altre e mi piacciono, entro in un negozio, le misuro, mi guardo allo specchio, vedo una papera e le lascio lì. Ogni tanto ci riprovo ma finisce sempre allo stesso modo, e allora torno alle solite tre.

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