Ad libitum sfumando

Auricolari collegati allo smartcoso che regge in grembo con entrambe le mani. Gli occhi sono chiusi. Seduta sulla panchina del secondo binario, canta. Prima piano, ma udibile, poi più decisa, con voce che va oltre l’intonato. Uno strumento acustico che non sbaglia note. Canta strofe brevi, senza alcuna vergogna dei vicini che comunque non vede e non sente. I viaggiatori in banchina, d’altronde, non si allontanano da lei che è anzi fulcro d’attenzione. Calamita con la sua voce blues. Incanta nel silenzio dell’attesa di cui in parte è responsabile. Cessano conversazioni per ascoltarla. Nei momenti musicali del brano, quando tace, tutti la osservano oscillare la testa al ritmo di note sconosciute, non udite. Poi stacca una mano dal cellulare, la chiude a pugno per portarla al petto in un gesto di emozione intensa che le altera anche i lineamenti. Sospende poi quel pugno in aria, in attesa di un finale che sfuma in ripetizione monotona e rassicurante della stessa strofa. Ad libitum sfumando. 

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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29 risposte a Ad libitum sfumando

  1. stravagaria ha detto:

    La prossima volta speriamo tolga gli auricolari, anche se a cappella (con accompagnamento nascosto) forse è più suggestivo…

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Titolo: Note di colore.

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  3. rodixidor ha detto:

    wow La banchina delle meraviglie 🙂

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  4. Barney Panofsky ha detto:

    Potevi/dovevi registrarla 🙂

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  5. marcello comitini ha detto:

    Considero quanta solitudine si nasconde in quella persona e quanto disperato sia il tentativo di uscirne. E noi stiamo a guardare senza avere il coraggio di unirsi al suo canto…

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  6. Enri1968 ha detto:

    Grazie per averci fatto partecipi.

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  7. massimolegnani ha detto:

    con le parole hai fotografato un momento incantevole, il canto che fa silenzio intorno.
    mi piace pensare che fosse una canzone a voi sconosciuta, della sua terra.
    ml

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  8. tiZ ha detto:

    quando sei in mezzo alla gente e balli con la musica nelle orecchie non si è soli ma vivi, distaccati e immersi nei propri pensieri. finché la cervicale me lo consente continuo a ballare anche io 😉

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  9. ReAnto ha detto:

    La musica salva la vita

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