Ricordi di viaggio

Stagione di ferie, mare, viaggi, gite, città d’arte, laghi, itinerari gastronomici, storici, culturali, grigliate, trekking sui monti, o soggiorni di quiete e riposo… tra i pendolari si mescolano turisti e viaggiatori più o meno occasionali. L’equipaggiamento li tradisce, l’aria svagata, i sorrisi, la postura rilassata nonostante la ricerca del binario giusto trainando dépendance di casa su rotelle. Poi i selfie sui binari coi cellulari a immortalare la partenza o le tappe intermedie, arrivi, ritorni… nulla che non si facesse già con le macchine a pellicola, ma nessuno ora ti ferma più per chiederti di scattargli una foto allungandoti la propria reflex, dandoti poche istruzioni d’uso, e mettendosi in posa sorridente, in un atto di fiducia non solo per l’oggetto che ti affidava, ma anche, o più, per il momento che eri chiamato a immortalare correttamente, senza tagliare teste o piedi, o parti essenziali del paesaggio. E dopo aver restituito la macchina fotografica, con la cura necessaria a maneggiare un sentimento, contagiato dalla gioia di quel momento altrui condiviso per un momento, te ne andavi con un sorriso stampato, sperando di non aver prodotto un “mosso” e la delusione di uno scatto sbagliato e un ricordo mancato.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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12 risposte a Ricordi di viaggio

  1. stravagaria ha detto:

    È vero! Che ricordi hai pescato! La sensazione di condivisione del momento di gioia, il profondersi in scuse anticipate qualora lo scatto non fosse all’altezza delle aspettative. Del resto quante foto ritirate dal fotografo con grandi aspettative si rivelavano modeste e deludenti, ci abituavamo anche così ad accettare che non tutto si può fare e rifare finché non è perfetto e non tutte le ciambelle riescono col buco 😊

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  2. Fancyhollow ha detto:

    Ora i ricordi altrui condivisi sono a così a portata di mano che hanno pure stufato 😂

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Vero, quello che racconti si riferisce al passato.
    Ti dirò, io preferivo le inquadrature di quelle fotografie, le pose dei selfie non mi aggradano proprio tanto.
    E a proposito del fatto di affidare la propria macchina fotografica agli estranei era una sensazione di ottimistica fiducia, curiosamente io mi ricordo di alcuni di questi fotografi on the road autori di alcune foto delle mie vacanze, mi sono rimasti impressi!
    Buona giornata cara!

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    • Pendolante ha detto:

      Ma vedi?! Un ricordo in più delle vacanze. Poi mica li sceglievi a caso. Si guardavano i passanti, magari chi aveva famiglia dava più fiducia. Oppure chi portava al collo macchine fotografiche più grandi dava garanzia di qualità dello scatto

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  4. massimolegnani ha detto:

    quando occasionalmente salgo sul treno per Aosta con la bici al seguito ho quella sensazione di vago disagio misto a intima soddisfazione, io lì come turista tra gente pendolare per lavoro.
    il tratto d’unione tra me e loro, che mi fa sentire meno pesce fuor d’acqua, è costituito da due individui, un ragazzo e un uomo di mezza età vestiti da impiegati, che salgono sul treno con quelle bici piccole e pieghevoli, vanno a lavorare indubbiamente, forse in una ditta fuori mano o forse uniscono l’obbligo al lavoro con il piacere di un poco di movimento attivo.
    ml

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    • Pendolante ha detto:

      Ce ne sono molte di queste biciclette pieghevoli sui treni. Io preferisco lasciare la mia in stazione, ma quando vedo ciclisti turisti sui treni, sono molto invidiosa del loro tempo e viaggio

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  5. è un’abitudine che non ho perso. tra il “zelfi” e il chiedere una foto ad un (fortunato, ovviamente 😀 ) avventore, vince 100 a 1 il secondo, sostituito da un eventuale ‘autoscatto (con rigorosa corsa nei 10 secondi di tempo) solo in rari casi in cui nessuno è presente nel raggio di decine di metri.
    un plauso al cuscino poggiatesta 😛

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  6. gianni ha detto:

    …ma hanno fotografato il vagone tecnico?

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