Il treno nei libri: 1918 la grande epidemia

Riccardo Chiaberge. 1918, la grande epidemia. Quindici storie della febbre Spagnola. UTET, 2016.

Non era proprio nato sotto una buona stella, Egon Schiele. Il padre Adolf, capo stazione delle ferrovie austroungariche, si era preso la sifilide da una prostituta durante il viaggio di nozze a Trieste: la legittima sposa lo aveva respinto per tre notti di seguito, e lui doveva pur consolarsi in qualche modo. Quando finalmente si rassegna al dovere coniugale, beccandosi l’infezione, Marie dà alla luce una bambina, Melanie, poi un’altra, Elvira, cui seguono tre maschi nati morti. Egon viene al mondo al quarto tentativo, il 12 giugno del 1890. Oltre alle due sorelle maggiori, ne avrà una più giovane, Geltrude detta Gerti, a lui legata da un sentimento morboso, al limite dell’incesto. Sarà la sua prima modella, uno dei primi nudi della sua carriera pittorica. E anche la compagna di una fuga d’amore adolescenziale in quella stessa Trieste dove i genitori avevano vissuto la loro tragica luna di miele.Ma all’inizio, più che dei corpi umani, il piccolo Schiele è attratto dal mondo dei treni, sbuffi e rotaie, scambi e vagoni che fanno da sfondo alla sua infanzia. Papà lo vorrebbe funzionario delle ferrovie come lui, lo iscrive un istituto tecnico. Ma Egon passa il tempo a disegnare, e intanto la malattia del padre progredisce, intacca il cervello, lo porta alla pazzia e alla morte. Un trauma che segnò profondamente il ragazzo, esasperando la sua personalità indocile, il suo turbolento rapporto col sesso e con le donne.

[p. 59]

Annunci

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
Questa voce è stata pubblicata in Il treno nei libri e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a Il treno nei libri: 1918 la grande epidemia

  1. stravagaria ha detto:

    Un libro interessante su un argomento un po’ bistrattato dalla letteratura perché, come dice la premessa, non c’è nulla di romantico nella febbre spagnola. Grazie ancora 😊

    Mi piace

  2. Guido Sperandio ha detto:

    Già, c’è anche il Sex Express, andata senza ritorno.

    Mi piace

  3. Tratto d'unione ha detto:

    Interessante l’argomento, la “febbre spagnola” fece un ecatombe di vittime in Europa… vorrei saperne di più

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...