Pacchi a colazione

Pasta svedese e cappuccino abbandonate sul tavolo del bar della stazione per l’urgenza di aprire un pacco regalo. Quadrato, avvolto in carta chiara con disegni indecifrabili color mattone, la stessa tinta della sua chioma. Niente fiocco, né nel pacco né tra i capelli, ma un berretto a coprirli, in anticipo sulla stagione. Aprire un regalo è un emozione che va oltre la curiosità, significa aver occupato, almeno per il tempo della scelta, il pensiero di qualcuno. Un altro essere umano ha speso per te la moneta più preziosa: il proprio tempo. Certo, potrebbe trattarsi del riciclo dell’ultimo dei regali del Natale scorso, ma facciamo sempre finta che non sia così, ci illudiamo che quell’oggetto sia pensato per noi e per questo più ci assomiglia, più ci pare prezioso. La ragazza scarta il pacco con mani incerte, ma senza strappare la carta. Sorride appena di soddisfazione nello scoprire il contenuto dell’involto, ma non mostra emozioni nel leggere il lungo biglietto verde che lo accompagna. Rari ormai i biglietti nei regali. Come se la gente non avesse più niente da dire, non sapesse spiegare il perché di un dono, non volesse abbandonarsi alla banalità di un “auguri”, oppure temesse di lasciare traccia di sé. Appoggiato il regalo sulla sedia, intascato il bigliettino, la ragazza ripiega in due parti la carta, poi in quattro, otto, sedici… finch’e lo spessore glielo permette, fino ad ottenere un quadratino che infila nella confezione del regalo. Poi azzanna la sua pasta e si annulla nello smartcoso.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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23 risposte a Pacchi a colazione

  1. Marcello Trombetti ha detto:

    Alcune volte le cose si devono fare di corsa o devi stare li a mangiare una piccola cosa che ti basta se no non prendi il treno in tempo e non ce la fai a fare quello che devi fare

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  2. stravagaria ha detto:

    E non sapremo mai cosa conteneva il pacco… sempre emozionante aprire i regali, risveglia il bambino che è in noi. Buon lunedì!

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  3. Enri1968 ha detto:

    Hahahaha rimasta con le piccola delusione e poi indifferenza. Chissà che si aspettava?

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  4. Guido Sperandio ha detto:

    Immagine splendida, veramente, complimenti vivissimi.
    L’episodio cui si riferisce, intrigante.
    Lady K. superi te stessa.

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  5. rodixidor ha detto:

    Condivido le tue considerazioni, quello che esprimi è esattamente quello che io penso del regalo. E’ il dono del tempo e della scelta che il regalo implica il valore importante che ci si scambia. Io aggiungo poi che il regalo è anche (o sopratutto) un piacere per chi fa il dono, il piacere sta dello scegliere qualcosa che possa piacere ed in questo c’è anche la trepidazione per il rischio che questo possa non piacere (tutte ragioni per cui odio le liste regalo). Chi ha fatto il regalo nella tua storia si è però privato della gioia di vedere scartare il suo presente, di scoprire dal volto del ricevente se la scelta fu oculata, piacere di cui io non saprei privarmi. Biglietto di accompagnamento non l’ho mai fatto, penso sia un di più, il messaggio sta nel regalo stesso, sembra pensarla come me anche la ragazza che arrotola il biglietto e si dedica al dolce. Ma questa è solo una mia interpretazione.
    Molto bella anche la foto che sembra un quadro impressionista scelto per illustrare la tua storia. Cominci bene la tua settimana, vedrai che finirà splendidamente. 🙂

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    • Pendolante ha detto:

      Anche a me piace vedere scartare i miei regali e provo molto piacere nello sceglierli. Il biglietto ha motivo di essere in certe occasioni, in altre meno, ma penso non sia obbligatorio. Grazie Rodix, sono sicura la settimana sarà ottima dall’inizio e senz’altro alla fine 😉

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  6. “Gentile cliente, desideriamo inviarle in omaggio…” 😛

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  7. Lisa Agosti ha detto:

    Mi lasci sempre con la voglia di saperne di più!

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  8. lepastelbleu ha detto:

    Che bello, mi ricorda moltissimo Hopper, anche nella parte scritta.Ottimo lavoro. Margot

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  9. Giulia ha detto:

    Come mi trovo d’accordo…i biglietti sono oramai di molto sottovalutati. La gente non ne scrive praticamente più, ed è un peccato, perchè ricevere un pacco senza un biglietto è come avere a che fare con un cuore che non batte. Solo un bel contenitore, ma senza sangue a sufficienza per farlo pompare. Complimenti per ciò che scrivi, grazie!

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  10. Guido Sperandio ha detto:

    Mi sono trovato ancora, per caso, su questo post e daccapo devo dire che quell’immagine, mezza seppiata, l’espressione della ragazza… eccetera-eccetera-eccetera… splendida, unica.

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