Di lupi e papi

[Racconto non pendolare]
Dalla strada il castello di Carpineti appare avvolto in nuvole basse che rendono fiabesco il paesaggio in quell’inversione di prospettiva che vede la realtà specchio del racconto e non viceversa. L’aria di metà mattina è ancora fresca, il sole filtra e illumina senza scaldare. Nel silenzio dei monti un fischiettare intermittente si perde, senza provenienza e direzione. S’interrompe poi riprende e di nuovo tace. Appollaiato sul picco di un “mammellone” l’uomo che fischia ha in mano un libro. Aperto. Legge, ma è un pretesto. Osserva. È venuto dal crinale, dove ha i castagneti, ma nessuno li cura più. Ci sono i marroni anche da raccogliere. Se ne sta sulla sommità delle roccia che sovrasta la strada da un lato e la valle dall’altro. Un logoro zaino vissuto e un lungo bastone da trekking lo vestono dell’abito antico del pellegrino. Il suo piccolo meticcio nero siede a picco sul dirupo, guardando di sotto. Non ha paura lui. Lui è un lupo. Come quelli del libro. Parla di lupi il libro. I lupi del Canada che lì si che sono ancora liberi e selvaggi, mica da noi che nemmeno i cinghiali ci sono più. Lo ha letto più volte il libro, ma ora cammina tanto. Troppo. Non ha più tempo per leggere. Lui e il suo piccolo lupo nero, addomesticato, devono tornare verso il castagneto, che c’è anche la pozza d’acqua da guadare, ma non prima di aver mostrato il segnalibro con la bolla papale, quella di Gregorio VII, la sapete la storia no, la scomunica di Enrico IV che se n’è rimasto in ginocchio davanti al castello per tre giorni che la Contessa di Canossa, la Matilde, ha combinato la cosa e si ecco, quella lì, è la bolla papale, nel suo segnalibro. In mezzo ai lupi del Canada.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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21 risposte a Di lupi e papi

  1. stravagaria ha detto:

    Che belle queste immagini. Suggestive come il tuo personaggio solitario.
    Comunque se cerchi dei cinghiali devi andare in Val Trebbia, pare che la nostra Miss ne abbia incontrati non pochi durante le sue vacanze… 😉

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  2. Paolo ha detto:

    Un personaggio molto interessante… (ogni personaggio in movimento un po’ lo è… tu ne sai ben qualcosa… ma questo va a piedi, col bastone e un cane, vive in un’altra era, parallela, non estinta… richiama a epoche e mondi passati, con la forza di una nostalgia profonda per il tempo in cui per meditare e stare nella natura non bisognava trovare un buco in agenda…)

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    Ma non hai la missione di tenere aggiornati sulla tratta dei fighetti?

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  4. Miss Fletcher ha detto:

    Belli i colori d’autunno!
    Leggere vicino al bosco è una cosa bellissima, secondo me.
    Buona giornata Katia!

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  5. rodixidor ha detto:

    Che bello il racconto e che belle le foto! Si respira una una bella aria di natura selvaggia e fiabesca. Sempre bello passare di qui Pendolante, anche quando non sei sui binari. 🙂

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  6. sarei curiosissimo di sapere che libro stava leggendo, ma temo che tu non avessi un teleobiettivo a disposizione, vero?

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  7. massimolegnani ha detto:

    nella prima foto l’avevo scambiato per un uomo di pietra, una statua messa lì a vigilare sulla valle.
    poi si è animato di parole e gesti. Bell’incontro e stupendo che leggesse in un luogo così solitario.
    ml

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