Ostruzioni

“Lui non si deve permettere!” L’urlo arriva dall’imbocco delle scale del sottopassaggio. Il Frecciarossa fermo sul binario è in attesa del suo capo treno che è chiamato a dirimere un alterco. Gli si rivolge la ragazzina inferocita che indica con un dito un uomo del doppi dei suoi anni. Quello che non si deve permettere ribatte arrogante che la giovane ostruiva il passaggio seduta sulle scale. “Allora te mi chiedi di spostarmi, non mi metti le mani addosso, hai capito?!” L’aggressività della ragazza travalica la ragione per quel gesto eccessivo di spinta il cui autore, normale profilo da padre di famiglia, ha un atteggiamento di supponenza fastidioso, di chi ha agito sicuro di essere nel giusto e soprattutto di non subire nessuna ritorsione. La ragazza, non ancora maggiorenne, non pare però impressionata, non lo degna nemmeno del rispetto di un “lei” continuando ad usare un tu che livella ogni differenza. Anzi, più questo insiste nel sostenere la ragione del volere le scale libere, più lei alza la voce e terminata ogni argomentazione logica passa alla provocazione vera e propria: “tu non dovevi prendere un treno? E allora vai, dai, vai…” L’uomo che si stava allontanando, abbocca, torna suoi suoi passi, punta la ragazza che non indietreggia di un centimetro, ma viene fermato da un collega/amico/viaggiatore che lo convince a proseguire oltre. E più si allontana e più la ragazzina lo invita ad andarsene e la pantomima si ripete un paio di volte, finché l’uomo non sale in carrozza e abbandona lo scontro. Lei si siede di nuovo sulle scale del sottopassaggio.

[foto di repertorio]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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20 risposte a Ostruzioni

  1. stravagaria ha detto:

    Hai fatto bene a non mettere la foto della ragazzina, fosse anche di spalle… privacy, minore età e temperamento sono una combinazione esplosiva. Sulla questione specifica certo l’educazione latita. Che l’uomo sia stato ingiustificatamente brusco? Purtroppo spesso neppure a seguito di una richiesta gentile si viene trattati con minore aggressività. Mette un po’ di tristezza assistere a questi siparietti ma la giornata è lunga, se l’inizio non è stato fulgido speriamo migliori. 😊

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    • Pendolante ha detto:

      Mette molta tristezza. Per l’arroganza di lui e per la maleducazione di lei. Sarebbe stato tutto molto più semplice seguendo semplici regole di educazione. La giornata è giù migliorata, grazie Viv

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  2. rodixidor ha detto:

    Che significa foto di repertorio? Hai un repertorio di ragazze sedute sulle scale?

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    Foto di repertorio?
    Di ragazzine di una certa fattispecie ce n’è dunque… un repertorio.
    (Il signore avrà reagito in modo eccessivo, ma temo che in fatto di eccessi, anche la ragazzina e la sua formazione non pecchi in difetto)

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  4. marcello comitini ha detto:

    Una triste storia colma di arroganza, aggressività e volgarità. Volgarità nelle espressioni, nei toni, nelle intenzioni più o meno palesi. Scena sintomatica dei tempi in cui viviamo, delle barriere che ci costruiamo intorno e che nessuno deve provare a violare, qualunque sia il motivo. Un individualismo sfrenato che ci fa dimenticare espressioni del tipo “per favore”, a vantaggio di gesti che compiuti senza alcun retroterra di rispetto dell’altro, possono essere interpretati come atti di violenza anziché di indifferenza.

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  5. tiZ ha detto:

    c’è un grado di rassegnazione nel pendolare che resiste su ogni imprecisazione (chiamiamola così): che va dai piedi sui sedili, alle scale occupate, alle porte ostruite, i bagni…i bagni? – a quelli che sulle scale stanno fermi a sinistra. Una tolleranza che travalica il senso della decenza e dell’educazione, ché se vuoi saper come la penso dovrebbe essere monitorata da Fs per veitar che la gente provi a farsi giustizia da sola..

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  6. quando osservo o leggo di situazioni come queste, inevitabilmemte la mia mente va ad un ricordo indelebile di tempi liceali, quando leggemmo brave new world di aldous huxley. una frase, di helmoltz, recitava (copio e incollo dalla rete): «”No.” he concluded, with a sigh, “it won’t do. We need some other kind of madness and violence. But what? What? Where can one find it?».
    quanto ci aveva preso.

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  7. pani ha detto:

    arroganza e maleducazione non trovano mai un punto d’incontro. E se lo fanno, stanno da una parte sola

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