Il treno nei libri: Siberiana

Luciana Castellina. Siberiana. Nottetempo (Cronache), 2012.

Finalmente riesco a ringraziare pubblicamente Viv (alias Stravagaria), per avermi regalato questo libro. Lo sto leggendo con grande curiosità e interesse e non ho la pazienza di aspettare di averlo finito per presentarlo.

Sulla linea ferroviaria più lunga del mondo, la Transiberiana, che da Mosca arriva al Mar del Giappone, un gruppo di scrittori e giornalisti italiani, in occasione della fiera del libro di Mosca [2012], attraversa la Russia asiatica. Questa è la cronaca che ne fa Luciana Castellina, giornalista, scrittrice e militante politica.

Salire su un treno che ha per meta finale una città che si affaccia sul Pacifico, proprio di fronte al Giappone, fa un po’ impressione. Impossibile non riandare con la memoria ai tanti treni e alle tante diligenze a slitta di cui è affollata la letteratura russa che abbiamo più amato.
[…]
Sul treno ci accoglie la provo provodnitsa , una figura che esiste solo in questo paese: non è un capotreno, casomai potrebbe essere un capovagone, dato che c’è né una in ogni carrozza, ma non fa la ferroviera, sebbene torti l’uniforme della categoria, perché il suo compito principale è tenere acceso il samovar, consegnarci i bicchieri rivestiti di metallo per prendere il té (disponibile a ogni ora del giorno e della notte), rifare i letti, insomma accudirci.
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Il vagone, staccato a ogni tappa e collocato su un binario morto in attesa di essere riagganciato il giorno successivo a un’altra Transiberiana, diventa presto la nostra casa comune. Vi lasciamo e ritroviamo le nostre cose, e a ogni partenza serale organizziamo festini improvvisati (la vodka, si sa, é il miglior prodotto della Russia vecchia e nuova), e persino cene comuni.
[…]
Il treno ha una dimensione domestica, anzi casereccia, non sembra un luogo pubblico. E anche lentissimo, ma il percorso è così lungo che nessuno se ne dà pensiero. Universo delle nostre TAV qui è estraneo.
[…]
Le stazioni, del resto, sono tutte bellissime, monumentali, piene di mosaici che inneggiano alle glorie della Rivoluzione d’ottobre. Come la metropolitana di Mosca, non maggio all’idea che il servizio pubblico, simbolo del socialismo, non deve essere da meno dei monumenti imperiali. Stranamente, quasi ovunque mancano i sottopassaggi e per prendere i treni si attraversano tranquillamente i binari – io con immensa paura. Ma anche il traffico ferroviario è casalingo, nessun capostazione che fischia, nessun divieto, nessun convoglio arrogante che sfreccia e non guarda in faccia nessuno. A capo il treno è comodo, soprattutto per noi in prima classe, nella seconda le cuccette sono quattro per scompartimento e se si pensa che sono anche stracolme di viveri, bevande e valigie, si deve stare davvero stretti. In terza classe c’è solo un grande locale comune.

[pp. 20-24]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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25 risposte a Il treno nei libri: Siberiana

  1. stravagaria ha detto:

    Impossibile non pensare a te incrociando un libro sui treni 😉

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  2. gianni ha detto:

    Il titolo è però Siberiana?

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  3. cinziarobbiano ha detto:

    Bellissimo. Amatissimo. Il viaggio che aspetto di poter fare 🙂

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  4. Miss Fletcher ha detto:

    Un regalo azzeccatissimo e mi sembra veramente un bel libro.
    Buona giornata ad entrambe!

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  5. alidivelluto ha detto:

    La stessa costruzione della transiberiana è una storia estremamente affascinante

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  6. Guido Sperandio ha detto:

    Paese che vai, treno che trovi.
    E già.

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  7. rodixidor ha detto:

    Suggestiva lettura dai passi che riporti. 🙂

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  8. tramedipensieri ha detto:

    Libro interessante…a me piace come scrive la Castellina. Mi sa che lo compro 🙂
    Non poteva mancare tra le tue letture, eh 🙂

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  9. s’ha da fare. prima o poi, s’ha da fare (è nei nostri programmi, c’è già la lonely planet in casa!)

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