Viaggio sul filo

Viaggio sul filo di un auricolare, di conversazioni sbocconcellate come colazione indigesta, o esibite impudiche a un vagone intero: i primi appuntamenti di lavoro, le ultime istruzioni alla famiglia, accordi, due notizie, un ultimo saluto. Un Ti amo a volte sussurrato, un ‘fanculo più spesso biascicato.
Viaggio sul filo di musiche che ovattano il cervello in dimensioni intime, che spostano lo sguardo oltre il finestrino, che abbassano le palpebre accompagnando il sonno. Sul filo di play list sparate a decibel nell’ambiente esterno, colanti dall’auricolare oltre il livello rosso del volume, come un Blob di bassi imprecisati che dilata nel vagone senza lasciare scampo a chi non vuol sentire.
Viaggio sul filo di elettronici suoni emessi in giochi da smartcoso, con colorate forme e spari e corse e mangia e acchiappa che grazieaddio non escono dallo schermo a conquistare il treno in apocalittica visione, che grazziaddio e a un educato viaggiatore, sono contenute in un auricolare.
Viaggio sul filo di un film sul mini schermo che è già a metà quando ti siedi accanto al suo spettatore, che calcoli veloce il tempo del tragitto e forse viene visto tutto in una settimana e pensi a che emozione perde, che trama, che particolare, che musiche e fotografia perché un film non è a capitoli, non ha pagine da girare, non ti da il tempo di rileggere una frase, va visto tutto dentro un viaggio solo, non da Regionale.
Viaggio sul filo di audiolibri, di radio, di messaggi vocali, di lezioni registrate, di note a margine non più scribacchiate… viaggio sul filo della curiosità di sapere cosa esce da ogni auricolare, ma più spesso della gioia di non ascoltare.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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12 risposte a Viaggio sul filo

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Aboliti i sentimenti e, di conseguenza, i discorsi articolati.
    O “Ti amo” o “Vaafff”.
    Senza via di mezzo.

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  2. Quell’immagine in chiaroscuro col pollice in evidenza è davvero ben riuscita.

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  3. rodixidor ha detto:

    Grazziaddio c’è chi i fili li osserva intrecciarsi, li ascolta, li fotografa. L’Universo esisterà finché ci sarà un osservatore. Grazie a te Pendolante 🙂

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  4. Barney Panofsky ha detto:

    Sui vostri treni da pendolare ce le avete le prese per ricaricare i ciottori elettronici?
    Io comunque ascolto quasi sempre la radio, se non leggo. A volume basso 🙂

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  5. stravagaria ha detto:

    Gli auricolari sono l’attestato di gentilezza del XXI secolo, in treno poi preziosissimi…

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  6. Giustissime osservazioni… Una buonanotte da questa fatina con le ali tutte stropicciate, dal freddo, dalla fatica, dalle delusioni… Un abbraccio

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