Il passero di stazione

Passetta sul posto come un passero becchetta briciole sul marciapiede. Piccoli passi che lo fanno ruotare su sé stesso di 180 gradi. Sposta la punta e poi il tacco la raggiunge, prima un piede e poi l’altro. Cappotto scuro, età oltre pensione, l’uomo sul binario, oltre il finestrino, ha l’aria smarrita di chi non è di casa in stazione. Estrae dalla tasca del cappotto un pezzo di stoffa quadrato, bianco. Con lentezza lo dispiega. Una prima volta, una seconda, una terza, finché il fazzoletto non è aperto nella sua interezza di lenzuolo fuori misura, fuori tasca, fuori tempo. L’uomo lo sbatte come per risolvere le ultime pieghe, poi lo porta al naso e soffia. Poi, chiude la parte utilizzata del suo lenzuolo e ci ripiega accuratamente il resto sopra e con gesto antico di antico uomo di antichi tempi di antichi usi, ripone nella tasca il fazzoletto e ripercorre a ritroso i suoi passetti per ritornare nel verso dell’arrivo del suo treno, non avendo più motivi di dare le spalle a quella metà di pensilina.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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13 risposte a Il passero di stazione

  1. stravagaria ha detto:

    Quei fazzolettoni ormai non si usano più ma risolvevano un sacco di situazioni 😉

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Le due cose multi-funzione dell’epoca: il fazzoletto e il giornale. Da copri-capo a contenitore.

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  3. rodixidor ha detto:

    Il titolo è un’istigazione al commento ridanciano e irriverente ma voglio esser buono ed oggi mi contengo. Sì, perché il mio primo impulso, senza nemmeno aver letto il post, è stato di coniugare il titolo al femminile con tutte le possibili varianti sul tema che erano succulente e divertenti …
    Ma abbandonato il primo impulso ho pensato a commentare con una canzone di Claudio Baglioni (che sto ascoltando in questo momento) ma anche questo mi è risultato irriverente ed ho lasciato perdere.
    Così non mi resta che parlare del fazzoletto di stoffa. Ma a questo punto diventa per me molto pericoloso confessare di portare spesso in tasca tale accessorio. A questo punto mi immagino le tue battute che susciteranno questa mia ammissione.
    A mia giustifica posso solo aggiungere che per chi porta gli occhiali il fazzoletto di stoffa diventa un accessorio molto importante da avere sempre a portata di mano.
    Buona giornata, buona settimana, buon dicembre, buon giorno del passero (che oggi qua sembra quello della merla) 🙂

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  4. Tratto d'unione ha detto:

    Ma non mi dire che si era girato, dando le spalle agli altri passeggeri, per soffiarsi il naso? Decisamente un uomo d’altri tempi, che tenerezza.

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  5. come posso non pensare a lui, paraldo del passero…? anzi, del paZZero 😀

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