Il treno nei libri: 4 3 2 1

Paul Auster. 4 3 2 1. Einaudi, 2017.

Gli spostamenti quotidiani iniziavano con il pulmino fino al treno,dodici minuti di viaggio da una Pen Station all’altra, e terminavano con un breve tragitto a piedi fino allo studio di Schneiderman, ma a lei non dispiaceva, con tutte quelle persone da guardare,adorava in particolare il momento in qui il treno entrava a New York e si fermava, che era sempre seguito da un breve pausa,come se il mondo aspettasse in silenzio col fiato sospeso,poi le porte si aprivano e tutti scindevano in fretta e furia,vagoni su vagoni che vomitavano passeggeri sul binario di colpo affollato,e lei si beava della velocità di quella folla che andava dritta per la propria strada, tutti alla carica nella stessa direzione, e lei ne faceva parte, ci stava dentro, mentre andava al lavoro come gli altri.

[pp. 23-24]

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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18 risposte a Il treno nei libri: 4 3 2 1

  1. stravagaria ha detto:

    Non ho letto nulla di P.A. Me lo consigli? Ps. Buon anno!

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Di PA ho iniziato più volte la Trilogia, iniziata e poi regolarmente lasciata, poi ho letto il Librino Rosso, e ho sempre concluso che c’erano autori che in quel momento giudicavo di maggior interesse.
    Il brano che riporti, al di là della coincidenza con una tua esperienza personale, mi alluzza.
    Tra l’altro di quel 4321 ho l’ebook, per cui finito Canada (Richard Ford, siamo sempre in USA), senz’altro un’occhiata gliela dò, capace poi anche di leggerlo.

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    • Pendolante ha detto:

      Fammi sapere se lo leggi e cosa ne pensi. Buon Anno Guido. Com’è Ford?

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      • Guido Sperandio ha detto:

        Ford: faccio fatica a mettere insieme un giudizio.
        Fermo il disclaimer che i giudizi sono sempre molto soggettivi.
        I contenuti ci sono, con materia per il lettore di riflessione, così caratteri e ambienti (la vita, la gente di quell’angolo USA e Canada).
        Forse c’è un’eccessiva minuziosità descrittiva di persone e luoghi e anche un ripetersi sugli sviluppi psicologici. L’autore non bada senz’altro a cristallizzarsi in uno stile. Ho fatto la prova di saltare dei pezzi e poi controllare e constatato che un editor (è il mio punto di vista, soggettivo, eh.. quindi discutibile) avrebbe potuto benissimo anche cassarli.
        Comunque, considero i punti negativi dei nei, e inferiori in ogni caso a quelli positivi.
        Conclusione: leggerlo non è tempo perso.

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        • Pendolante ha detto:

          Direi che la conclusione è buona. Discutevo tempo fa gin un’amica sullo stile di scrittura americano che, rispetto a quello italiano, dettaglia i personaggi, i contesti, gli approfondimenti psicologici. A volte però io lo trovo eccessivo, ridondante. Ho letto ad esempio Il cardellino, di Donna Tart, bellissimo libro che secondo me potrebbe benissimo avere 100 pagine in meno senza perderci nulla

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          • Guido Sperandio ha detto:

            Auster 4321: ho iniziato a leggerlo e non mi dispiace affatto. Tanto che sto proseguendo con vivo interesse.
            Ho l’impressione di una scrittura più matura rispetto alla Trilogia, sebbene di questa abbia un ricordo nebuloso.
            Nel precedente commento ho dimenticato “Smoke” che ho visto poi citato nei commenti. Vidi il film che mi piacque, anche perchè oltre che simpatico, spiccava originale nel panorama e tra le tendenze del momento.

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          • Pendolante ha detto:

            Smoke piacque molto anche a me. Io sto procedendo nella lettura lentamente, ma solo per questioni di tempo

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          • Guido Sperandio ha detto:

            Cara K, mi diverte l’idea delle nostre letture in parallelo.
            Quanto al libro, devo dire che il mio entusiasmo iniziale si va ridimensionando. Torna il discorso che abbiamo fatto, delle minuziosità fini a se stesse e quindi inutili e anzi dispersive. Anche qui, c’è per esempio un inserto infinito e menoso sulle squadre del baseball e sul campionato USA.

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          • Pendolante ha detto:

            ecco, sono giusto a quel punto anche io

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  3. Miss Fletcher ha detto:

    Anche io non l’ho mai letto! Buona lettura, Katia e tanti auguri di buon anno e anche buoni libri ❤

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  4. rodixidor ha detto:

    Tutto il mondo è la stessa rotaia, sembra di poter dire confrontando i tragitti di pendolanti separati da un oceano.

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  5. tiptoetoyourroom ha detto:

    Di lui ho letto solo “Il racconto di Natale di Auggie Wren”, che mi è piaciuto molto sebbene lo conoscessi già per via di “Smoke”. È un autore che mi ispira decisamente e mi sa che quanto prima mi ci butto 😉

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