Vite in viaggio: la ragazza in rosa

Da quando era adolescente si faceva l’Italia coast to coast una volta al mese. Da Rimini a Livorno, da una casa all’altra, da una famiglia all’altra, da sua madre a suo padre. I suoi genitori si erano separati all’inizio della seconda media e nei successivi anni di trasferte dall’Adriatico al Tirreno ebbe modo di capire che non c’era solo un pezzo d’Italia a dividerli e che le differenze tra loro erano insormontabili e lei ne era il ricordo doloroso per entrambi. Proprietario di un albergo in riviera, suo padre aveva assunto sua madre come cameriera ai piani, ma presto le stanze libere dell’albergo si erano impregnate dei loro odori e delle loro risate e il matrimonio che ne seguì non fu solo riparatore, almeno per qualche anno. Certo nessuno dei due si ambientava nelle rispettive famiglie d’origine, nelle idee politiche dell’altro e nemmeno nelle priorità della vita, figuriamoci poi nelle questioni religiose. Bianco e nero, ambizione e umiltà , ricchezza e povertà, ateismo e religiosità, ricercatezza e dozzinalità, nuoto e tennis e ad ogni trasferta lei doveva adeguarsi, riadattarsi, convertirsi, trasformarsi. La deflagrazione della sua protesta fece sentire la sua eco su entrambe le coste e si manifestò con una scelta forzata di stile, un’assunzione di un’identità forse falsa, ma propria, contraria a entrambe le famiglie: il rosa.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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18 risposte a Vite in viaggio: la ragazza in rosa

  1. quarchedundepegi ha detto:

    Bellissima foto… veramente.
    BUON GIORNO.
    Quarc

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Bella anche quest’immagine. Mi fa sorridere il contrasto con il tuo precedente flash: qui l’esplosione di vita e di colori, il “love” eloquente sulla pancia dell’orsacchiotto, eloquente la presenza dell’orsacchiotto stesso. Il flash di là: la buia catarsi.
    Poi ti sei sporta pure in un esercizio di prosa… 🙂
    Lady K. c’è dentro tutta nella sua missione, senza sconti! 🙂

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  3. rodixidor ha detto:

    Dietro un’immagine colorata di rosa, vivacità e tenerezza ci vedi una storia triste, come tante vite in viaggio. Devi aver colto la mestizia negli occhi della ragazzina, o non ti ha convinta l’eccessiva esternazione di colori, chissà? Come sempre hai saputo inventare vite di altri, verosimili ed empatiche.
    Buon viaggio Pendolante.

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  4. “se sei donna col rosa, prima o poi, bisogna fare i conti” (cit)

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  5. stravagaria ha detto:

    Il rosa si staglia tra i bagagli sul nastro degli aeroporti… li vedi al primo colpo. Una scelta pragmatico-estetica 😉

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  6. ReAnto ha detto:

    Il pupazzo la sa lunga 🙂

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