Calci in bocca alla romana

Fabio Marson. Calci in bocca alla romana. Autobus, treni, aerei, pullman. Storie da Trieste in giù. Ultra Novel, 2017. 189 p. € 15. (Disponibile la versione eBook)

Presento molto volentieri questo libro perché il suo autore, Fabio Marson, è uno dei blogger pendolari presenti, sin dal primo incontro, ai nostri Raduni dei blogger pendolari. Suo era il bel blog Mezzinudi-l’Italia raccontata dai mezzi pubblici, poi trasferitosi su Facebook. Il libro riporta molti di post ambientati sugli autobus della capitale, ma non solo, anche di Trieste, su pullman e treni a lunga percorrenza. Lo seguivo regolarmente perché i suoi racconti erano pieni di un’umanità varia, spesso borderline, a cui Fabio prestava prima orecchio e poi voce. Li ho ritrovarli in questo libro, arricchito da storie nuove, Ve lo consiglio vivamente.

Dalla quarta di copertina:
Un ex buttafuori che, barcollando, imbianca mezzo tram di cocaina; una donna che svela i tradimenti del marito a bordo di un autobus stracolmo; una moldava che racconta come censurava sceneggiature in contrasto con il regime comunista. Sono solo tre dei trenta racconti di “Calci in bocca alla romana”, raccolti dal triestino Fabio Marson in una manciata di anni a bordo di mezzi pubblici a Roma, Trieste e sulle tratte infinite su e giù per l’Italia. Pubblicati inizialmente come post sul blog Mezzinudi-l’Italia raccontata dai mezzi pubblici e sul quotidiano online Bora.la, i racconti offrono una chiave d’accesso ironica e diretta a vite taciute, acquattate tra sedili d’autobus, scompartimenti di treni e fredde notti di sosta in autogrill.

Capitolo 29. Polfer
Intercity Notte 774, Trieste-Roma.
Lascio Trieste accoccolato in uno scompartimento anni Settanta assieme a tre silenziosi compagni di viaggio. Buchiamo lo Stivale fino alla Capitale senza dire una parola, ignoro la loro provenienza così come loro ignorano la mia. Perfino i loro contorni mi sfuggono, confusi nella penombra della sera. Fuori, il bianco delle pietre carsiche emerge dal nero dell’altopiano, una lunga tastiera di pianoforte che si snoda fino a Monfalcone e suona solo per chi ha voglia di ascoltare.

Sono le 21.54 e uno dei passeggeri che viaggia con me già dorme. Deglutiamo pochi chi,mostri e subito le presenze della notte si fanno sentire; sgattaiolano qua e là, s’imbucano negli scompartimenti bui e soffiano se provi ad avvicinarti. Altre invece, rimangono in silenzio. Se punti contro di loro una luce, scorgerai un paio di occhi sfavillare dietro una tenda.
Avanza l’ombra del controllore, si allunga fino a raggiungere il mento del signore addormentato davanti a me regalandogli una barba che non pesa né prude. Apre la porta con decisione è ci si palesa con i suoi baffi bianchi e gli occhiali sul naso, lo sguardo vigile da cacciatore di vampiri.
Altre fermate e il vagone viene invaso da militati. Come le suore sono gli abitanti degli Intercity diurni, i militari sono il popolo degli Intercity notturni.
[…]
[pp. 171-172]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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4 risposte a Calci in bocca alla romana

  1. lepastelbleu ha detto:

    buongiorno! mi fai proprio venire voglia di leggerlo. SI trova facilmente in libreria?

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  2. grazie della segnalazione!

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