Piani di separazione

Il treno è un Vivalto, un grazioso regionale appena ventenne che si distingue per l’offerta di piani in un unico vagone. Il pendolare, già di prima mattina, non ancora confortato dalla sua dose di caffeina, entrando dall’unica porta centrale, si trova a dover decidere a che piano abitare per i successivi minuti di viaggio. Inutile dire che all’attico, salendo le scale, si può accedere solo col biglietto di prima classe. Non che ci siano vantaggi evidenti, sedili migliori, o servizio hostess – che siamo pur sempre su un regionale – ma si sa che l’altezza è appannaggio del rango e il pendolare non fa eccezione, ma spesso fa finta di nulla e si arrampica ugualmente per provare l’ebrezza dell’ascesa, sebbene col biglietto sbagliato. Chi invece umilmente decide di rimanere nella propria classe, la seconda per intenderci, può inabissarsi sotto la prima, scendendo un paio di gradini, schiacciato metaforicamente dal piano alto, stretto in sedili microscopici, consapevole che sulla propria testa poggiano i piedi altolocati pendolari. In alternativa, svoltando dalla parte opposta, salendo due gradini, si trova l’ammezzato: un unico livello con meno sedili tra il piano alto e quello basso, per coloro che con un pizzico di ribellione e orgoglio di classe vantano il loro secondoclassismo come dignitosa posizione sociale, né tra gli ultimi né tra i primi, né in alto né in basso.
Pendolari di tutto i piani: sedetevi!

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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22 risposte a Piani di separazione

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Un pendolare che va alla stazione in bicicletta il massimo a cui può aspirare è un ammezzato, mi pare giusto.

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  2. Il fatto che oggi esista ancra la prima classe sui treni pendolari è il segno più doloroso e più evidente di una sconfitta culturale (ovvero: come trasformare un leggero e garrulo post in un mattone sul pensiero marxista) 😀 😀 😀

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  3. marco1946 ha detto:

    Mi ricorda SNOWPIERCER, il trenone nella neve eterna con i potenti nelle prime carrozze e la plebe nei vagonacci in coda
    Quanto alla “sconfitta culturale” di cui sopra… mi fa sospirare che Zar Vladimir consolidi sempre più il suo potere… 100 anni dopo la Russia è tornata a essere una monarchia, San Pietroburgo si è scordata di essere stata Leningrado e lo stemma del nuovo-vecchio stato non è più “Falce&Martello” ma un’Aquila a due teste!

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  4. stravagaria ha detto:

    Meglio l’ammezzato anche se tutti questi livelli mi sembrano un retaggio che pesca nel passato ben oltre i vent’anni del Vivalto.

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  5. rodixidor ha detto:

    Non sapevo esistessero regionali di prima classe. Anche io ho viaggiato su regionali a due piani ma senza distinzione di classe.

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  6. Barney Panofsky ha detto:

    Ma davvero da voi il piano alto di Vivalto e’ PRIMA CLASSE??? Io che sono basso batto sempre la testa nel portabagagli, lassu’.

    Ma prima di tutto: avete treni per pendolari con le classi che nemmeno il Titanic? Seriamente? Marobadamatti… :-O

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