Il turpiloquio non porta primavera

Ogni parola che gli esce dalla bocca mira a colpire un’ignota “troia reggiana”. Come bestia in gabbia percorre a falcate il marciapiede spaventando più di un pendolare in attesa, imprecando, insultando, alzando il tono della voce senza mai arrivare all’urlo, ma chiaramente udibile a metri di distanza. A volte mentre inveisce fa un saltello, per nulla allegro, anzi, è un picchiare duro sulla sua intenzione di offendere, un martello che col salto conficca il chiodo dell’insulto. Non dà spiegazioni, motivazioni, narrazioni di eventi o litigi. Semplicemente insulta e se la cosa gli desse sollievo, alleviasse un malessere, sfogasse la rabbia, avrebbe almeno un senso, ma più s’impegna nell’arte del turpiloquio e più s’infervora e s’incarognisce. Sarà la pioggia che mette malumore… peccato, perché il suo look portava primavera.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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29 risposte a Il turpiloquio non porta primavera

  1. lepastelbleu ha detto:

    che pena! senza una minima apertura verso la vita. Ha persino avvolte alle mani fasce come quelle degli antichi pugili greci…

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  2. alemarcotti ha detto:

    😂😂😂😂ma pensa… Con dei pantaloni così chi l’avrebbe detto😂😂😂

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  3. tramedipensieri ha detto:

    Personaggi in cerca … di sole 🙂
    Buongiorno Katia

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  4. sperando che la sua rabbia si fermi allo sfogo verbale…

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  5. Guido Sperandio ha detto:

    Già i pantaloni sono una bella referenza senza l’audio da te sintetizzato… C’è da dire che tutto sommato anche lui la sua funzione sociale l’ha se non altro: dare vita alla stazione e rompere la monotonia del solito tran-tran a chi si ritrova in stazione ogni mattina.

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  6. massimolegnani ha detto:

    francamente, mi fa pensare a un fesso non tutto finito.
    ml

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  7. marco1946 ha detto:

    Chi viaggia in treno non si annoia mai (mentre gli automobilisti, specialmente in autostrada, conoscono bene la noia)

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  8. quarchedundepegi ha detto:

    Per fortuna che si ferma alle parole.
    Di questi tempi…
    Buona Giornata.
    Quarc

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  9. Tratto d'unione ha detto:

    Hai rischiato eh? Se ti avesse beccato a fotografarlo avresti potuto trasformarti tu nell’obiettivo dell’invettiva, sei pur sempre femmina… Certo che la grazia della posa, con la mano sul fianco come una miss Italia qualunque, il ginocchio piegato verso l’interno a creare una sinuosità poco mascolina, l’eccesso di colori così frou-frou, non farebbero pensare a un uomo arrabbiato con una “troia reggiana”.

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  10. gialloesse ha detto:

    Ma forse il suo era solo un grido di disperazione; la speranza forse di un abbraccio o di una pacca sulla spalla.

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  11. rodixidor ha detto:

    Ma a Reggio che si dice?

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  12. Pingback: Il ritorno del Primavera | Pendolante

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