Vite in viaggio: L’uomo manoscritto

Era sempre stato un bambino molto pigro, svogliato dicevano le maestre, ma la verità era che non gli interessava quello che loro volevano insegnargli o piuttosto come lo facevano: lunghe e noiose sedute sui banchi di scuola in monotoni racconti di regole, fatti, formule. A dispetto di quello che sostenevano, la sua curiosità era vivace e passava ore in biblioteca a sfogliare libri illustrati di geografia, storia, zoologia, o ad ascoltare le storie raccontate dai nonni e dai genitori, eppure non riusciva in alcun modo a esporre ciò che imparava, o forse non gli interessava, meno che meno nel contesto scolastico. Così aveva iniziato ad annotarsi nomi e date e teoremi o semplici parole, prima sul dorso della mano, poi sul polso e via via risalendo verso il bicipite. Lo scopo non era tanto quello di copiare, quanto un tentativo di fare sue quelle nozioni, di assorbirle attraverso la pelle, per osmosi. Numeri, cifre, note, simboli, motti, cognomi, luoghi… e in quell’esercizio il suo corpo si trasformava in pergamena e nella disperazione della madre che passava ore a strofinargli la pelle per ripulirlo, lui si ritrovava di nuovo superficie vergine da ricoprire. E quando le braccia non bastarono più iniziò a manoscriversi il torace, le cosce, i polpacci e da esigenza intellettuale, con gli anni, divenne abitudine, poi gusto estetico e infine uno modo di essere.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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16 risposte a Vite in viaggio: L’uomo manoscritto

  1. Poi un giorno ti scopri cartellone pubblicitario 😛
    Scherzo, in realtà c’è qualcosa di molto curioso nell’abbinamento tra tatuaggi, occhiali, barba di un giorno, guance paffute, tuta da pantofolaio

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  2. marco1946 ha detto:

    Ecco, non si può giudicare dalla prima impressione… ma credo che questo uomo pergamena un libro (in treno o altrove) non lo leggerà mai
    Al massimo leggerà le istruzioni del suo portatile

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    E fu quando l’ultima delle formule se la scrisse sul pene che si sente un uomo ed eiaculò!
    A Lady K. !!!!! come sei poetica e gentile… a me invece viene da pensare a un renitente al TSO…

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