Ammissione di colpa

A Milano Centrale la salita di nuovi viaggiatori da inizio al solito balletto per la ricerca dei posti assegnati, la sistemazione dei bagagli e infine l’occupazione del sedile. Si sa che sui tra treni ad Alta Velocità non ci si siede mica dove capita e due turisti giapponesi si contendono il posto con un ragazzo italiano con maglia di Totti. Iniziano il confronto dei rispettivi biglietti è una serrata discussione in inglese. I due nipponici con tono pacato fanno notare che i posti 13 e 14 sono stati loro assegnati. Il ragazzo italiano fa notare che il 13 è invece il suo. Tutto il vagone segue la bagarre e già ci sono schieramenti e fazioni nazionalistiche o calcistiche non si sa. Finché il giovane, brandendo il proprio biglietto con tono definitivo, esclama: insomma, posto 13 carrozza 8.” E un coro di viaggiatori gli risponde: “ma questa è la 9!”
“Ah, scusate, allora me so’ sbajato io!” e se ne va ridendo come il resto del vagone.

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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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35 risposte a Ammissione di colpa

  1. marco1946 ha detto:

    Ragazzo italiano 0
    Turisti nipponici 1
    (ma dobbiamo sempre sbagliare treno?)

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  2. alemarcotti ha detto:

    😂😂😂😂

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  3. Guido Sperandio ha detto:

    È da quando è stata fondata l’Italia che sbajamo vagone.

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  4. A me torna sempre in mente quella volta, era estate e viaggiavo da Roma a Milano, in cui io e un altro ci scambiammo di posto all’interno delle otto sedute del mini-scomparto solo per non far alzare e spostare persone più o meno dormienti, più o meno straniere… Solo che, alla prima fermata sale (accompagnata da ossequioso capotreno) una giovane donna (americana), mulatta, reduce da non so quale baccanale (è svenuta poco dopo dietro altissimi occhiali affumicati) della sera precedente, alta almeno un metro e ottanta e con un vestitino e una silhouette da urlo… E prende l’unico posto libero accanto al mio. Che non era il mio, ma quello del mio simpatico e spigliato compagno di scomparto che con fare navigato, nell’estrarre riviste, i-pad, cuffie e companatico, mi aveva detto: “Stai, stai, non facciamo casino…” (occhiata di intesa con le altri 5 sardine…). Il quale, visto quel gran pezzo di… passeggero prendere posto e accoccolarsi accanto a me (c’è mancato poco che usasse la mia spalla, che si sarebbe liquefatta…), ha iniziato a contorcersi in preda a compulsioni di invidia e senso del dovere…. “In realtà quello sarebbe il mio posto…”, ha detto indicando la mia seduta; ridendo subito dopo. Da quel momento, ogni volta che si alzava per andare in bagno, togliere la giacca, girarsi, pirlarsi, si voltava verso di me e diceva “Mi raccomando, se non ce la fai e vuoi fare cambio…”.
    Il mio viaggio, immerso negli effluvi del profumo della giovane mannequin, in verità è stato molto tranquillo, se così si può dire. Non sono uno che attacca bottone facilmente. In treno mi piace osservare e per farlo bene, bisogna scomparire. Ma quella volta… Non ero proprio a mio agio. Nemmeno quando la miss riaprì gli occhi preoccupata a Bologna cercando di capire dove fossimo, chiedendomi indicazioni mostrandomi il suo biglietto, ed io – con un inglese quanto mai gutturale – le ho risposto che poteva stare tranquilla, c’era ancora un po’ di tempo per arrivare a Milano, saremmo scesi insieme…
    Un Frecciarossa scheggiava per la Pianura Padana, un’altra si era conficcata nel cuore di tutti i maschi di quel vagone…

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  5. stravagaria ha detto:

    Siparietto carino, fortuna che erano tutti piuttosto cortesi 😁

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  6. ma come è andata a torino?!? non dici nienti?

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  7. rodixidor ha detto:

    Una maglia che è poesia

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  8. quarchedundepegi ha detto:

    La precisione è una cosa piuttosto importante… tanto più se si ha a che fare con dei nipponici.
    Buona serata.
    Quarc

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  9. Tratto d'unione ha detto:

    Paràparà paràparà paràparappappà figur’emm…da 🙂

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  10. Maria ha detto:

    Ahahah ho immaginato la scena 😂 ma i nipponici erano gli unici a non ridere, vero?

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