[Cartaresistente] Città raccontate: Modena n. 6 (Al trenèin dal còcc: Il trenino della spinta)

Al giorno d’oggi tutto deve andare veloce; è imperativo muoversi in fretta, spostarsi da un luogo a un altro nel minor tempo possibile. Nessuno assapora più la gioia di un semplice viaggio perché l’importante è arrivare. Eppure anche nel tempo di viaggio si possono fare scoperte, incontri, riflessioni, persino letture. Certo, anch’io ho una tabella di marcia da rispettare, ma sebbene il tachimetro permetta una velocità di 130 km orari, io non lo spingo mai più in là dei 60, il mio Gigèt (Gigetto). Che poi non è mica mio. Io lo guido soltanto.
Faccio il macchinista sulla rete ferroviaria locale, che collega Modena a Sassuolo. Non è tanto la gloria di lavorare in una delle prime reti provinciali italiane, quanto la possibilità di manovrare al trenèin dal còcc (con la C dolce, ʧ). Cosa volte farci, è abitudine modenese dare un scutmâj (soprannome) a qualsiasi cosa che entri nell’uso comune; sarà perché così ci sembra di famiglia. E di famiglia per me lo è davvero visto che il mio bisnonno era uno degli uomini che, sfruttando la leggera pendenza tra Sassuolo e Modena, spingevano il convoglio alla partenza e ad ogni fermata intermedia, con un bel risparmio energetico, diremmo oggi, che allora significava fare economia di carbone.
E che meraviglia viaggiare a 20 km orari, ma certo non pretendo tanto. Molti hanno perso memoria di quei tempi, ma ancora oggi, da queste parti, per indicare un mezzo a motore che non offre grandi prestazioni, lo si apostrofa con sarcasmo “al trenèin dal còcc”. Non so quando, poi, sia diventato Gigét, ma certo non pensiate che sia ancora lo stesso treno, anche se per noi, in fondo, lo è. Dal 1882 ne sono cambiati di vagoni e motrici e oggi ad aspettarmi alla Stazione Piccola, quella coi frullini* sul piazzale, c’è il mio preferito, un trenino belga a due vagoni del 1955. Si legge sulla targhetta di metallo imbullonata sul predellino di salita, che ogni altra insegna è scritta in fiammingo e in italiano. La porta aperta sui binari come aria condizionata, le vecchie cappelliere come portabagagli, trasporto studenti e casalinghe, operai, pensionati e parenti di degenti che da quando nel 2003 hanno collegato la Stazione Piccola con la Grande, quella della rete nazionale, hanno persino fatto un tratto sotterraneo con fermata al Policlinico, che a me sembra quasi di guidare la metropolitana di Parigi … che poi, non mi piacerebbe nemmeno tanto a dire il vero. Va troppo veloce, la metropolitana.

Fotografia di Filippo Maria Fabbri


*L’opera di Carlo Guidetti e Mauro Martini, il “Frullino made in NY” è stata posta in piazza Manzoni, antistante la stazione piccola, nel 2003 a ricordare l’attentato dell’11 settembre 2001. È composta da quattro anelli che contengono due frammenti in acciaio recuperati dalle macerie delle Twin Towers di New York. La forma del memorial richiama il “frullino”, nome con il quale viene abitualmente indicato dai modenesi.


Cartaresistente ha chiuso a gennaio 2018 e tutti i contenuti sono stati eliminati. Una perdita per molti visto la qualità degli scritti e delle immagini e le collaborazioni più o meno illustri che avevano fatto di Cartaresistene un punto di aggregazione per molti blogger. Ringrazio Nando e Davide per avermi accolta tra i loro autori e ripropongo qui i miei scritti perché conservarne memoria.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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8 risposte a [Cartaresistente] Città raccontate: Modena n. 6 (Al trenèin dal còcc: Il trenino della spinta)

  1. stravagaria ha detto:

    20/30 km all’ora e un’andatura da crociera, il panorama se è bello ci guadagna! Buongiorno a Katia!

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Il tempo che il cocc arriva il macchinista fa in tempo ad andare in pensione. Bene, bene.

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  3. oh, i tuoi post stanno diventando difficili senza l’audio 😛 😉
    (per il resto, ho provveduto a dotarmi di adeguata documentazione: https://archive.org/details/vocabolariomode00maragoog 😀 )

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