Il treno nei libri: I treni non esplodono

Federico di Vita, Ilaria Giannini.I treni non esplodono : Storie della strage di Viareggio. Piano B, 2016.

29 Giugno 2009

Mancano quindici minuti alla mezzanotte e la Stazione ferroviaria di Viareggio è quasi deserta. È un lunedì sera e non c’è molta gente in giro: le finestre delle case sono aperte per far entrare l’aria fresca. Dal mare una lieve brezza soffia sulla città.
Nonostante l’ora alcuni passeggeri in attesa sui binari sono i primi ad accorgersi che il treno merci 50325 Trecate-Gricignano ha qualcosa che non va: il convoglio, che trasporta quattordici vagoni-cisterna carichi di GPL, si muove da La Spezia in direzione di Pisa a novanta chilometri l’ora (il limite era cento), e quando entra in Stazione sferraglia e barcolla, producendo al suo passare una scia di scintille e facendo schizzare il pietrisco tra le traversine dei binari fin sulle banchine, ricoprendole completamente.
Quattrocento metri dopo deraglia, sono le 23.48: i due macchinisti, Roberto Fochesato e Andrea D’Alessandro, riescono a scendere dalla locomotrice e a scavalcare il muro che separa la Ferrovia da via Antonio Cei, sul lato mare, proprio davanti alla sede della Croce Verde, la storica associazione di mutuo soccorso. Qui danno l’allarme, ma è già troppo tardi: nella prima cisterna si è aperto uno squarcio da cui fuoriesce il GPL. All’inzio il gas ancora liquido si riversa sulla massicciata, quindi passa allo stato gassoso e si disperde come una nebbia portata dal vento. Dal lato di via Antonio dei la nuvola è ostacolata da un muro e il disastro viene contenuto: riesce ad infilarsi nel motore di qualche automobile, ne fa scoppiare alcune, riempie il garage della Croce Verde che poco dopo esploderà.
Dall’altra parte solo una staccionata divide i binari da via Ponchielli, il GPL trova via libera, si insinua si dentro le case, entra nelle finestre aperte, dalle porte, nei giardini. I residenti chiedevano da otto anni la costruzione di un muro, avevano spedito anche una petizione a Rete ferroviaria italiana perché installasse almeno una barriera anti rumore: avrebbe ostacolato l’avanzata della nube mortale. Il GPL a contatto con l’ossigeno è estremamente infiammabile, in via Ponchielli tre palazzine ormai sature di gas esplodono. L’incendio devasta tutta la strada, undici persone perdono la vita quella notte, altre ventuno moriranno a causa delle ustioni, mentre più di un centinaio di feriti ne affronteranno le conseguenze negli anni a venire.
Nel frattempo due treni passeggeri – un Intercity proveniente da Roma e un regionale da Firenze – stanno correndo verso le fiamme che divampano sui binari, ed è solo grazie al sangue freddo del capo stazione di Viareggio che si fermano in tempo: Carmine Magliacano riesce a chiudere i segnali e a farli arrestare, una manovra che sarebbe risultata impossibile se al suo posto ci fosse stato il sistema automatico con cui le ferrovie intendevano sostituire (come è avvenuto in molte stazioni) la presenza umana ventiquattr’ore su ventiquattro.
Dopo le esplosioni i primi ad accorre sono i Vigili del Fuoco del distaccamento di Viareggio: sono solo undici, divisi in due squadre, e intervengono dai due lati di via Ponchielli. Nelle ore successive li raggiungeranno i colleghi dei comandi di Lucca, Massa e Pisa per domare l’incendio.
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Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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14 risposte a Il treno nei libri: I treni non esplodono

  1. Tiptoe ha detto:

    Una storia incredibile, che purtroppo è successa. Giusto ricordarla e farla conoscere.

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    • Pendolante ha detto:

      Spesso ce ne dimentichiamo se non ci coinvolgono direttamente. Questo “incidente” ferroviario è poi così incredibilmente assurdo e ha coinvolto anche persone nelle loro case o che passeggiavano tranquille per strada…

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  2. lepastelbleu ha detto:

    mi ricordo tutto molto bene…una parte della mia famiglia vive a Montecatini e dalla stazione di Viareggio ci sono passata centinaia di volte. Molto giusto ricordare, grazie

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  3. marco1946 ha detto:

    L’ha ribloggato su un paio di uova frittee ha commentato:
    E’ successo 9 anni fa e, come per tante altre tragedie evitabili, ce ne siamo quasi dimenticati. Troppo presi dal calciomercato, dal matrimonio di una certa Chiara Ferragni e dalle interviste di Mara Venier…

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  4. Tratto d'unione ha detto:

    Il ricordo è ancora vivo, lo shock provato per la notizia e le immagini, per la quantità di morti, per il numero dei feriti! Ancora adesso a rileggere questa breve cronaca l’orrore di quel che è accaduto chiude la gola e riempie gli occhi.

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  5. marco1946 ha detto:

    Ho ribloggato subito.

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  6. tramedipensieri ha detto:

    Altra pagina triste 😦
    Ricordo bene, purtroppo

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  7. Miss Fletcher ha detto:

    Mi ricordo molto bene di quella tragedia, non sapevo però di questo libro.
    Grazie Katia!

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  8. stravagaria ha detto:

    Sono tragedie che rimangono impresse nella memoria… grande sgomento.

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