Storia di un calzino

Giace immoto nel mezzo del sottopasso ferroviario. La baraonda dei pendolari lo ha sollevato, calciato, spostato, calpestato, ma lui lì resta, eroicamente saldo alle sue convinzioni di calzino smarrito. Non pare usato, non mostra segni di deformazione da piede calzante, da scarpa stroppicciante, ma solleva orgogliosamente la punta per farsi notare, per dire “eccomi, sono qui.” La sua solitudine è straziante. Gli manca il gemello a cui sempre un calzino è legato, quel doppio di sé che lo fa completo, che è nella coppia che un calzino trova la sua dimensione. Chissà che treno ha preso suo fratello, chissà se se ne sta solo in una valigia a gemere di nostalgia ben sapendo che la sua inutilità di single lo relegherà per un po’ nel fondo di un cassetto, nella vana speranza di trovarne il doppio, per poi finire gettato in un cassonetto o, ben che vada, stagliuzzato per farne abito da bambola. Triste la sorte di un calzino solo. Forse qualcuno lo raccatterà per abbinarlo a uno simile, orfano di lavatrice, famigerata rapitrice di calzini, oppure qualche studente lo tirerà per scherno a un suo compagno, o la prossima ondata di pendolari lo caccerà in un angolo finché l’addetto alle pulizie lo porterà agli oggetti smarriti a far compagnia a ombrelli, giacche, fazzoletti, guanti, cappelli, occhiali… ma chi mai reclamerà un calzino solitario?

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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54 risposte a Storia di un calzino

  1. stravagaria ha detto:

    Sarà sgusciato dallo zaino di qualche viaggiatore distratto, tanto, come ricordi, poi la colpa se la prende sempre la lavatrice 😉

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  2. Fancyhollow ha detto:

    No vabbè io ora piango

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  3. ameliereality ha detto:

    Anch’io piango

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  4. marco1946 ha detto:

    Platone in un suo dialogo di-cui-non-ricordo-il-nome immaginò il mito dell’ANIMA GEMELLA
    Anche lui si era trovato un calzino spaiato nel cassetto

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  5. lepastelbleu ha detto:

    che triste povero calzino!

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  6. cuoreruotante ha detto:

    L’hai lasciato lì ?

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  7. Miss Fletcher ha detto:

    Poveretto, un destino singolare il suo! Ma secondo me potrebbe anche essere andata diversamente: i due hanno litigato e questo qui è il calzino fuggiasco, ha deciso di farsi la sua vita e sta aspettando di capire quale treno prendere 🙂 Baci cara, buona giornata!

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  8. Guido Sperandio ha detto:

    Ero fermo al passero solitario, ma si sa i tempi cambiano, allora non c’erano stazioni e treni

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  9. tramedipensieri ha detto:

    Credo che aspetti il piede giusto, più che il gemello 😀

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  10. no vabbè, adesso non è che vorrei sempre dire minchiate, considerati tutti i commenti di lacrime qua sopra, però anche questa volta è proprio chiamata: non posso resistere alla tentazione di ricordare che già tomy tammaro, il cantante trash più trash della stroria del nostro paese, ha già raccontato la storia di un ca(L)z(ETT)ino (ma con una “L” dalla pronuncia un po’ sfuggente) 😀 😀 😀

    (poi, dopo che avrete visto questo video, allora sì potrete piangere davvero)

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  11. the quiet man ha detto:

    La storia che ha commosso il web. Materiale per Vinicius Du Marones, sommo cantore degli oggetti di tristezza.

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  12. massimolegnani ha detto:

    forse avrà un futuro quel calzino, magari ragazzetti lo appallottoleranno per quattro calci al coperto, o un signore lo raccatterà da tenere in auto per pulirsi il parabrezza perennemente appannato, o una massaia (esistono ancora le massaie?) se lo porterà a casa come panno per la polvere. Chissà, certo lui sognava un futuro diverso, sai girare il mondo, vedere piedi, fare cose.
    ml

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  13. gianni ha detto:

    A proposito di abbandonare… hai mai abbandonato un libro in qualche stazione? Magari se è presente lo scaffale dello scambia libro

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