Il treno nei libri: Otel Bruni (2)

Valerio Massimo Manfredi. Otel Bruni. Mondadori.

“Addio Beppe” gli disse, “se per caso torni in Italia viene a trovarmi. Quando arriva il paese e chiedi dell’Otel Bruni e tutti ti mostreranno dove a casa mia.”
“Addio Checco” rispose L’altro battendogli una mano sulla spalla, “buona fortuna.”
Poi ognuno andò per la sua strada.
Li portarono a una stazione li misero su un treno tutto pieno di tricolori: alcuni con il blu e altri con il verde. Per ore e ore e per decine di fermate le stazioni ebbero nomi francesi. E poi venne la notte e poi il giorno i nomi diventarono italiani: Ventimiglia, Albenga, Genova. Ecco, Genova l’aveva sentita nominare parecchie e conosceva uno che c’era anche stato. Era lì che partivano i bastimenti che andavano di là dell’acqua fino in America.
A mano a mano che il convoglio procedeva, i soldati scendevano, chi in un posto chi in un altro, per cambiare treno e dirigersi in altre città, in altre campagne, in mezzo ai monti o sul mare, dove c’erano i paesetti che avevano abbandonato partendo per il fronte. Che cosa avrebbero trovato a casa? E cosa avrebbe trovato lui? Gli venivano i brividi. Dopo l’entusiasmo per la fine della guerra arrivava la paura, il panico, al solo pensiero delle disgrazie che nel frattempo dovevano essersi accumulate, appollaiate come corvi sui tetti delle case di famiglia.
L’intera nazione era imbandierata perché l’ultimo pezzo d’Italia era stato riunito al resto del Paese. Era costato caro ma ormai era fatta e tanto valeva guardare avanti. In molte stazioni c’era la banda che suonava la marcia reale e rendeva onore ai reduci. A quelli che zoppicavano sulle stampelle, a quelli che ancora camminavano, a quelli che piangevano e a quelli che scendevano muti, stupefatti I increduli a caricare la terra da cui erano nati. Passo un altro giorno e un’altra notte e poi venne mattina il treno si fermò mentre una voce gridava “Modena, stazione di Modena”
[p. 115]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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4 risposte a Il treno nei libri: Otel Bruni (2)

  1. Guido Sperandio ha detto:

    Povera Italia… povero mondo, sempre pronto a far la guerra, salvo poi pangere feriti e morti

    "Mi piace"

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