Il treno nei libri: L’animale femmina

Manuela Canepa. L’animale femmina. Einaudi.

All’inizio non riesco a vederlo.

La stazione non è mai particolarmente affollata a quest’ora ma è appena arrivato una Frecciarossa da Milano e ci sono una trentina di persone che scendono e attraversano il salone centrale. Mi ha dato appuntamento qui. Ha detto che l’avrei trovato seduto sulle panchine lungo il binario uno, che non sono molte. Deve prendere un treno per Bologna dove ha un’udienza alle quattro, e non ha tempo di ripassare in studio. Alla fine lo vedo. È solo.

[…]

Quando mi riconosce toglie il giornale piegato dalla sedia accanto a lui e mi invita sedere. Guarda dritto di fronte a sé, sul lato opposto del binario oltre le rotaie, dove c’è una panchina occupata da un senzatetto che dorme. Lo conosco, In pratica vive qui. A volte lo si incrocia anche in centro a chiedere l’elemosina, ma è raro. Non da problemi, non disturba mai nessuno. Una coppia di poliziotti gli passava vicino senza vederlo. Fa parte del panorama della stazione.

[…]

Di improvviso l’uomo si scuote, forse ha fatto un brutto sogno, e si sveglia. Si solleva sedere a fatica e si sfrega gli occhi col palmo delle mani sudice. Poi si alza lentamente in piedi. Di canto di dosso una busta di plastica vuota, due o tre fazzoletti sporchi accartocciati, e una lattina di birra che non raccoglie. E latina, che sembra pesante piena, rotola fino al ciglio del binario e Cade sulle rotaie. Lui si gira, attratto dal rumore. Si guarda intorno. Considera l’ipotesi di scendere a raccoglierla. Un controllore capisce le sue intenzioni e lo anticipa. Con modi gentili e fermi lo richiamo indietro, gli parla con calma. […]

Il controllore ha preso il barbone delicatamente sotto il gomito e lo sta accompagnando alla scala che scende nella galleria di collegamento dei binari. L’uomo è silenzioso.

Struscia i piedi. Ascolta con attenzione il controllore che gli parla.

[pp. 201-204]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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6 risposte a Il treno nei libri: L’animale femmina

  1. Strano titolo, mi suona di più per un saggio scientifico. Di cosa parla?

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  2. lepastelbleu ha detto:

    sto ri-stra-rileggendo per l’ennesima volta un giallo di Maigret, “Maigret e la ragazza di provincia” (titolo originale “L’inspecteur Cadavre” ) che inizia su un treno e, subito dopo, in stazione, e poi un altro treno e un’altra stazione…pura poesia, tanto bello da commuovere. Ecco l’incipit:
    “Maigret si guardava intorno accigliato, assumendo, involontariamente, quell’aria di finta dignità, quell’importanza che si ostenta dopo le ore vuote trascorse in uno scompartimento ferroviario.”

    Piace a 1 persona

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