Il treno nei libri: Gente di Dublino

James Joyce. Gente di Dublino. BUR, 1985.

Arabia

[…]
Tenendo stretto un fiorino nella mano, mi incamminai a grandi passi per Buckingham Street verso la stazione.
La vista delle strade, affollate di compratori e illuminate dei lampioni a gas, mi richiamò alla mente lo scopo del mio viaggio. Presi posto in un vagone di terza classe, in un treno deserto. Dopo un’intollerabile attesa il treno si mosse lentamente dalla stazione. Avanzava strisciando tra case in rovina e sopra il fiume scintillante. A Westland Row una folla premette contro le portiere, ma i facchini la respinsero indietro dicendo che era un treno per il bazar. Rimasi solo nello scompartimento vuoto. Pochi minuti dopo il treno si accostava a una piattaforma di legno improvvisata. Uscendo sulla strada, vidi sul quadrante luminoso di un orologio che mancavano 10 minuti alle dieci. Di fronte a me si ergeva un grande edificio che ostentava il magico nome.
[…]
[pp. 69-70]

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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21 risposte a Il treno nei libri: Gente di Dublino

  1. Beh…questo lo conosco proprio bene! Buona giornata.

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  2. Miss Fletcher ha detto:

    Qui si inizia la settimana con un capolavoro della letteratura, buongiorno cara, la foto è proprio bella.

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  3. stravagaria ha detto:

    Classiconi del lunedì! 😘😘

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  4. tramedipensieri ha detto:

    Ce l’ho! 😀
    Buon inizio settimana

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  5. marco1946 ha detto:

    Tanti grandi scrittori hanno ambientato famose scene nelle stazioni: Tolstoi, Carducci, Tomasi di Lampedusa, J. K. Rowling…
    Magari un giorno mi metto d’impegno e ne cito una decina.

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  6. tramedipensieri ha detto:

    I treni si fermano nelle stazioni
    perché qualcuno vi salga e vada
    dove deve andare, o dove vuole.
    I treni ripartono perché qualcuno
    resti a guardarli andare, perché
    qualcuno li perda per un pelo.

    E spesso partono un minuto prima
    del tempo speso a trascinar bagagli
    o a liberare gambe prigioniere
    di un ristorante in centro.

    Rothenburg, 2005
    di Mariella Tafuto, qui:
    https://mariellatafuto.wordpress.com/2019/08/09/treni/

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  7. Sara Provasi ha detto:

    Il trenino di ceramica 😍

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