Controllo satellitare

Muscoli contratti per oppormi al treno in frenata, fisso in attesa il vetro riflettente delle porta ancora chiusa. Il cervello del primo mattino ha un solo neurone attivo e soffre probabilmente di narcolessia perché a tratti si spegne mandando in blackout tutti il sistema. In un attimo di lucidità valuto la segnaletica sulla porta che avvisa noi pendolari che stiamo viaggiando su un mezzo geolocalizzato. Che ci sia la possibilità che qualcuno rubi il vagone? Oppure, preso da un improvviso spirito di avventura, potrebbe abbandonare il binario e imboccare una strada alternativa, magari per godersi una giornata di mare adducendo un malore, una vite svitata, una ruota ruotata, un’asse dissestata. Poi il neurone con una chiara verve polemica si riassopisce e rimane solo la foto a testimoniare un pensiero.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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20 risposte a Controllo satellitare

  1. stravagaria ha detto:

    Sanno sempre dove sei ☝️😂😂

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  2. Miss Fletcher ha detto:

    Le tue riflessioni mattutine sono piuttosto vivaci, buongiorno a te, cara!

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  3. marco1946 ha detto:

    Esiste un precedente letterario. Nel romanzo IL DESTINO SI CHIAMA CLOTILDE G. Guareschi immagina una surreale rapina ferroviaria sulla tratta Pittsburgh-New York. Non viene rubato tutto il treno (che ci vuole?) ma solo un vagone INTERMEDIO.
    Non posso raccontare di più. Marco Goi, il mio omonimo di Casale Monferrato, mi ha minacciato di scomunica se racconto il finale del romanzo.

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  4. a parte che potevano anche fare la fatica di creare un cartellino con l’immagine stilizzata del treno, anziché di un furgone, giacché l’occhio vuole la sua parte… a parte ciò, se il tuo viaggio può godere di quella meraviglia della scienza e della tecnica che è il video nello scompartimento con indicato dove si localizza il treno lungo il tragitto e la sua velocità, è solo grazie a ciò: in barba al princio di indeterminazione di heisenberg, che regola le leggi del mondo, le ferrovie vogliono farti credere di poter sapere la tua posizione e la tua velocità nello stesso momento (senza rendersi conto che la risposta giusta è comunuqe: “in ritardo”) 😛

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  5. Sara Provasi ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente un bellissimo film ambientato tutto su un treno, di fantascienza: source code! Con Jake Gyllenhaal… l’hai visto?

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  6. massimolegnani ha detto:

    per me hanno voluto solo fare i fighi.
    un satellitare di controllo, ma dai è già tanto se c’è un capostazione in servizio!
    ml

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    • Pendolante ha detto:

      Sbruffonate quindi? Io opto più per l’osentazione. Direi che la geolocalizzazione in effetti c’è Visto che i monitor ti danno informazioni in merito… a meno chè non ci sia qualcuno. Che inscrisse i dati manualmente simulando 😂

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  7. gaberricci ha detto:

    La conclusione (col treno che abbandona il binario) della tua storia mi ha ricordato un bellissimo racconto di Gianni Rodari. Anche perché il treno geolocalizzato è triste come il diavolo, che sa sempre dove va (cit.).

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  8. gianni ha detto:

    Di tutto il discorso il mio cervello ha percepito solo le fasi finali… e si domanda ma l’asse piuttosto che dissestata non potrebbe essere disassata? O di sassate è solo pieno il vetro?

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