Repertorio dei discorsi pendolari

Gianvittorio Randaccio. Repertorio dei discorsi da treno. Sempremai, 2018. Collana I pianerottoli, 128 pagine. 15 €

Per qualche anno, Gianvittorio Randaccio ha ascoltato i discorsi dei passeggeri sui treni che lo portavano a lavorare e lo riportavano a casa dopo aver lavorato, o di chi stava sui binari in attesa del treno per andare a lavorare o per tornare a casa da lavorare.

Poi li ha sbobinati (nella sua testa), li ha ordinati, li ha ripuliti, li ha montati, e ci ha portato alla scoperta dell’intimità di centinaia di sconosciuti che ci raccontano la propria vita senza nemmeno rendersene conto.

Discorsi interessanti, banali, noiosi, eccitanti, volgari, sofisticati… tutti da treno. Purtroppo non ho potuto finire questo libro, né fotografarlo col mio solito vagoncino bianco sopra, perché l’ho dimenticato in treno nella borsa del pendolare, assieme a tutto quello che conteneva. Ma ringrazio Guido Sperandio e Trattodunione per avermelo segnalato.

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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10 risposte a Repertorio dei discorsi pendolari

  1. stravagaria ha detto:

    In pratica hai fatto un lascito pendolare…

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  2. Guido Sperandio ha detto:

    Tasselli preziosi di quel grande mosaico che è l’umanità. E materiale goloso per gli studiosi di domani. Certo, gli ignoti autori dei discorsi non immaginavano di passare alla Storia.
    Contraccambio il ricordo di K. con un sorriso e un caro saluto.

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  3. nuuuuuuuu… dimenticare in treno la borsa pendolare è drammatico!!! 😱
    (un libro simile comunque potremmo scriverlo noi, eh)

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  4. marco1946 ha detto:

    Mettendo insieme tutto quello che ho dimenticato in treno (da un ombrello in Val Pusteria a un orologio ad Avila) si potrebbe metter su un bazar.
    Mi consolo con la considerazione che la distrazione è tipica delle menti brillanti (Einstein era un campione mondiale di distrazione) perché chi ha una mente affollata di idee in continua rielaborazione fa fatica a mettere ordine; mentre i superficiali (la cui mente non rielabora un tubo) non dimenticano mai niente.

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