L’amore invano

La stazione è lontana, il divano vicino e anche quando torno al lavoro lo faccio in auto. Questione di prudenza. In questi giorni di mascherine, reclusione domestica, videoconferenze, lezioni on-line di mia figlia, mi imbatto in un compito assegnato alla “piccola” dalla prof. di musica. Quasi un monito o un invito a ricominciare a parlare di treni stazioni…

Robert Johnson, Love in vain, 1937

Rolling Stones, Love in vain, 1969

Informazioni su Pendolante

Pendolo dal 14 dicembre 2004. Per fare 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto. Sono e faccio molte cose, ma qui sono solo una Pendolate. (Photos by Filippo Maria Fabbri)
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19 risposte a L’amore invano

  1. rodixidor ha detto:

    pensavo lavorassi da casa in questo periodo.
    Grazie per il blues dell’uomo più sexy del mondo. 🙂

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  2. stravagaria ha detto:

    Incrociamo le dita…

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  3. tramedipensieri ha detto:

    La quotidianità stravolta…
    grazie di questi video
    Ce la faremo!
    un abbraccio
    .marta

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  4. gaberricci ha detto:

    Il blues è nato sui treni e qualcuno dice che il suo ritmo “strascicato” sia ispirato al suono della locomotiva… ed è il mio genere preferito. Spero che il fantasma di Johnson ci aiuti.

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  5. wwayne ha detto:

    La prof di musica di tua figlia è una grande! 🙂

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